Chi visita Napoli per la prima volta segue spesso un percorso ormai consolidato: Spaccanapoli, Piazza del Plebiscito, il Lungomare, magari una capatina a San Gregorio Armeno

Ma Napoli è molto di più. Esiste una città meno raccontata, fatta di luoghi che i napoletani frequentano con affetto e che sfuggono ai circuiti turistici tradizionali. 

Sono spazi dove la città si mostra in maniera più intima, autentica, a volte silenziosa. 

Scoprirli durante un soggiorno da Napoliving significa vedere Napoli, fuori rotta turistica, ma pienamente dentro l’anima della città.

1. L’Eremo dei Camaldoli

Sulla collina più alta della città, a circa 458 metri sul livello del mare, l’Eremo dei Camaldoli è un luogo di pace assoluta. 

Ancora abitato da una comunità religiosa, si apre su uno dei panorami più vasti della regione: da un lato la città intera, dall’altro i Campi Flegrei, fino a Ischia

In giornate limpide, lo sguardo può spingersi fino alle isole pontine e al promontorio del Circeo.

Salire fin qui significa rallentare, ascoltare il vento, respirare un’altra Napoli.

Fondato nel 1585 da Giovanni d’Avalos, l’Eremo è un esempio significativo di architettura tardo-rinascimentale e barocca. 

La chiesa, progettata da Domenico Fontana, presenta una navata unica con sei cappelle laterali, arricchite da opere di artisti come Luca Giordano, Massimo Stanzione e Federico Barocci

L’altare maggiore, realizzato da Cosimo Fanzago, è un capolavoro in marmi policromi.

Oltre alla chiesa, l’Eremo ospita una biblioteca con una ricca raccolta di volumi, una foresteria con 20 camere, un refettorio e sale per mostre ed eventi culturali.

La presenza di orti, giardini e una farmacia, che offre prodotti artigianali come miele e tisane, contribuisce a creare un’atmosfera di benessere e armonia con la natura.

Per raggiungere l’Eremo dei Camaldoli da Napoliving, dalla fermata Università della Linea 1 della metropolitana (a circa 10 minuti a piedi dalla nostra struttura), prendi la metro in direzione Piscinola.

Scendi alla fermata Policlinico. All’uscita della stazione, raggiungi la fermata dell’autobus Montesano – M1 Policlinico.

Prendi l’autobus C44 in direzione Dell’Eremo-Parco Pubblico. Scendi all’ultima fermata: a circa 50 metri troverai l’ingresso dell’Eremo.

2. Discesa Coroglio

Pochi scendono a piedi lungo la Discesa Coroglio, una vecchia strada che unisce la collina di Posillipo al quartiere di Bagnoli. 

Lo sguardo abbraccia i resti delle industrie dismesse, il mare e la spiaggia sotto l’ex Italsider, oggi parzialmente riqualificata. 

Un percorso che è anche una riflessione su come la città stia cercando nuove forme di bellezza nei luoghi della memoria.

Al civico 36 della Discesa di Coroglio si trova l’ingresso alla suggestiva Grotta di Seiano, un tunnel romano che conduce al Parco Archeologico del Pausilypon

Questo sito archeologico ospita i resti della villa del ricco cavaliere romano Publio Vedio Pollione, con un teatro e ambienti residenziali affacciati sul mare, che offrono una vista spettacolare sul Golfo di Napoli e sull’Isola di Nisida.

Lungo la Discesa di Coroglio si trovano due esempi notevoli di architettura residenziale: Villa Jovene, al civico 40 e Villa Elisa, al civico 97

Villa Jovene è un edificio in stile Liberty realizzato tra il 1901 e il 1903 dall’architetto Franz di Lella per l’avvocato Francesco Jovene. 

Villa Elisa è una villa con elementi Liberty, costruita agli inizi del XX secolo, che conserva ancora un ampio giardino e ingressi su più strade.

Al termine della discesa si apre la zona costiera di Bagnoli, in cui si trova Città della Scienza, polo museale interattivo dedicato alla scienza e alla tecnologia. 

È una delle principali attrazioni culturali per famiglie e viaggiatori curiosi, situata sul mare e immersa nel paesaggio della riconversione post-industriale. Un simbolo della Napoli che guarda avanti.

3. Chiesa di Sant’Eligio Maggiore

Tra via Marina e il cuore del centro antico si trova la Chiesa di Sant’Eligio, uno degli edifici gotici più antichi della città. 

Oggi semi-nascosta dal traffico e dai cantieri, conserva una struttura affascinante e un’atmosfera sospesa. 

Un luogo che racconta la Napoli medievale: fondata nel 1270 sotto il regno di Carlo I d’Angiò, è considerata la prima chiesa angioina della città e rappresenta un raro esempio di gotico francese nel sud Italia.

L’interno, in tufo giallo e piperno, è suddiviso in tre navate con cappelle laterali e un’abside poligonale. 

Durante i secoli, l’edificio ha subito vari restauri, soprattutto dopo i danni causati dalla Seconda Guerra Mondiale, che ne hanno modificato l’aspetto originario.

All’interno della chiesa si trovano opere di grande valore artistico, tra cui:

  • Un dipinto di Massimo Stanzione raffigurante i santi Eligio, Dionisio e Martino.
  • Il Giudizio Universale del pittore fiammingo Cornelius Smet, che secondo alcune fonti potrebbe essere stato ritoccato da Michelangelo.
  • Una copia del dipinto di Francesco Solimena raffigurante Sant’Eligio in adorazione.
  • Una Madonnina lignea risalente al XV secolo.

All’esterno, l’Arco di Sant’Eligio collega la chiesa all’ex ospedale angioino. 

Sull’arco è presente un orologio con una sola lancetta, danneggiato durante l’esplosione della nave Caterina Costa nel 1943. 

Sotto l’orologio si trovano due sculture raffiguranti una giovane donna e il duca Antonello Caracciolo, protagonisti di una leggenda narrata da Benedetto Croce.

4. Il Parco Letterario di Nisida: un’isola che si legge

Nisida non è visitabile liberamente, ma il Parco Letterario che vi ha sede propone iniziative culturali che aprono una finestra su questa minuscola isola dalla storia potente. 

Ex carcere minorile, Nisida è oggi un luogo di riflessione e rinascita, dove la letteratura e l’impegno sociale convivono.

Il nome deriva dal greco Nesis (piccola isola), è stata fonte d’ispirazione per numerosi autori nel corso dei secoli. 

Oggi, il Parco Letterario propone percorsi tematici che intrecciano riferimenti letterari con la bellezza naturale dell’isola, offrendo un’esperienza immersiva tra storia, mito e paesaggio.

Il Parco si snoda attraverso sentieri che attraversano la macchia mediterranea, offrendo viste spettacolari sul Golfo di Napoli e sui Campi Flegrei

Tra i luoghi di interesse vi è il “Sentiero dei Poeti”, che conduce al “Giardino dei Poeti”, un’area dedicata alla riflessione e alla lettura, immersa nella natura. 

Durante le visite, è possibile ammirare anche la storica lavanderia borbonica e l’insenatura di Porto Paone, una profonda baia circolare di grande suggestione.

Il progetto coinvolge attivamente i giovani detenuti in attività culturali e artistiche, come la creazione di ceramiche nel laboratorio “‘Nciarmato a Nisida”

Queste opere sono esposte e vendute durante le visite guidate, rappresentando un esempio concreto di come la cultura possa essere strumento di rieducazione e reinserimento sociale.

L’isola di Nisida non è generalmente accessibile al pubblico, essendo sede di un istituto penale minorile. 

Tuttavia, in occasioni speciali come le Giornate FAI di Primavera e d’Autunno, o eventi organizzati da associazioni culturali come la Cooperativa Sociale Nesis, è possibile partecipare a visite guidate.

Durante questi eventi, si possono esplorare i sentieri dell’isola, partecipare a letture itineranti e acquistare le ceramiche realizzate dai giovani detenuti.

5. Il Vallone San Rocco: una gola verde tra i quartieri

Pochi sanno che tra Miano e Capodimonte esiste un canyon naturale chiamato Vallone San Rocco, attraversato da un sentiero tra tufo, vegetazione e antichi mulini. 

Qui la città sembra lontanissima. 

Formatosi circa 12.000 anni fa in seguito a un’eruzione dei Campi Flegrei, il vallone è stato modellato dall’erosione delle acque meteoriche provenienti dalla collina dei Camaldoli.

Il Vallone San Rocco offre un ambiente sorprendentemente tranquillo e ricco di biodiversità. 

La vegetazione rigogliosa ospita numerose specie di uccelli migratori, rapaci e piccoli mammiferi come il ghiro. È anche un importante corridoio ecologico, che permette la connessione tra diverse aree verdi urbane.

Percorrendo i sentieri del vallone, si possono ammirare le antiche cave di tufo giallo napoletano, utilizzate nel corso dei secoli per l’estrazione di materiale da costruzione. Durante la Seconda Guerra Mondiale, alcune di queste cave furono adibite a rifugi antiaerei.

Un percorso perfetto per chi ama camminare, accessibile anche a chi non è esperto di trekking.

Partendo da via Vecchia San Rocco, si possono esplorare sentieri che si snodano tra vegetazione lussureggiante e affascinanti formazioni rocciose. 

Alcuni percorsi conducono a grotte spettacolari, dove la luce filtra attraverso le aperture creando giochi di luce suggestivi.

Visite guidate: contattare le associazioni locali per partecipare a escursioni organizzate.

6. Il Belvedere di San Martino… ma di mattina presto

Il Belvedere di San Martino è noto, ma vissuto in un altro orario cambia completamente volto. 

Andarci all’alba, magari con un caffè da asporto, significa vedere Napoli che si sveglia: la luce che colora i quartieri, il traffico ancora assente, il porto che si anima lentamente. 

Uno sguardo privilegiato su una città che si rinnova ogni giorno.

Alle spalle del Belvedere si trovano due importanti monumenti: la Certosa di San Martino, un complesso monastico del XIV secolo che ospita il Museo Nazionale di San Martino, e il Castel Sant’Elmo, una fortezza medievale che offre ulteriori vedute panoramiche dalla sua sommità.

Dal Belvedere parte la Pedamentina di San Martino, una scalinata di 414 gradini che collega il Vomero al centro storico di Napoli. Percorrendo questa antica via, si possono scoprire scorci pittoreschi e angoli nascosti della città.

7. Il Borgo Vergini e le botteghe ritrovate

Nel cuore della Sanità, Borgo Vergini sta vivendo una rinascita fatta di artigianato, design, recupero di botteghe storiche. 

Passeggiare qui è un modo per incontrare la città che lavora, che sperimenta, che crea dal basso. 

Un luogo dove è ancora possibile fare incontri autentici, parlare con gli artigiani, assaggiare qualcosa fatto a mano.

Luoghi di interesse da visitare:

  • Palazzo dello Spagnolo: Un capolavoro del barocco napoletano, celebre per la sua scenografica scalinata ad “ali di falco”, progettata da Ferdinando Sanfelice. Questo edificio è stato spesso utilizzato come set cinematografico, apparendo in film come L’oro di Napoli e I Bastardi di Pizzofalcone.
  • Palazzo Sanfelice: Residenza dell’architetto Sanfelice, noto per la sua architettura innovativa e le scale monumentali. Anche questo palazzo ha fatto da sfondo a numerose produzioni cinematografiche.
  • Chiesa di Santa Maria dei Vergini: Fondata nel XIV secolo, è il luogo dove fu battezzato Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. La chiesa è un importante punto di riferimento spirituale per il quartiere.
  • Complesso Monumentale Vincenziano: Progettato da Luigi Vanvitelli nel XVIII secolo, ospita la Chiesa di San Vincenzo de’ Paoli e la Cappella delle Reliquie, dove è custodita una delle ampolle del sangue di San Gennaro.
  • Jago Museum: Situato nella Chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi, questo museo ospita le opere dello scultore contemporaneo Jago, che ha trasformato l’antico luogo di culto in uno spazio espositivo unico.
  • Vicolo della Cultura: Un’iniziativa di rigenerazione urbana che ha trasformato via Montesilvano in un museo a cielo aperto, con murales dedicati a icone napoletane come Totò, Pino Daniele e Sophia Loren. Il vicolo ospita anche una biblioteca itinerante accessibile a tutti.
  • Necropoli Ellenistica di Neapolis: Un sito archeologico che testimonia la presenza greca a Napoli, con tombe monumentali e affreschi risalenti al IV secolo a.C. Tra i reperti più significativi, l’Ipogeo dei Togati, con due figure togate scolpite in altorilievo.
  • Acquedotto Augusteo del Serino: Un’imponente opera idraulica di epoca romana, recentemente riscoperta e valorizzata grazie all’impegno di associazioni locali. L’acquedotto attraversa il Rione Sanità e rappresenta un’importante testimonianza dell’ingegneria romana.

Dormire vicino ai luoghi inattesi

Soggiornare da noi di Napoliving significa trovarsi a pochi passi da molti di questi luoghi. 

Senza dover fare molta fatica, si può partire a piedi (o con brevi spostamenti) alla scoperta di angoli sorprendenti, fuori dalle folle ma nel cuore della vita napoletana.Napoli fuori rotta turistica non è una deviazione: è un invito. A rallentare, a guardare meglio, a uscire dai percorsi imposti.