Capri

Ti aspettiamo nella nostra Camera capri

Ti aspettiamo nella nostra Camera Capri

La Camera Capri della struttura Napoliving è stata pensata e decorata in pieno stile caprese, con una parete verniciata in un rilassante e gradevole color turchese, a ricordare il nome con il quale è anche conosciuta: l’isola azzurra.

Dotata – come tutte le stanze della struttura – di un bagno privato con ampia doccia, la Camera Capri è una Junior Suite, ideale per una coppia o per tre persone (è presente, infatti, un pratico divano letto), grazie ai suoi numerosi comfort:

Wi-Fi Gratuito

Minibar e frigo

Set di cortesia

Cambio asciugamani giornaliero

Pulizia camere giornaliera

Macchinetta del caffè e cialde

Bollitore elettrico e kit tè e tisane

TV 44 pollici

Climatizzazione

Insonorizzazione

Culla su richiesta

Perché una camera dedicata a Capri?

Capri non è solo un’isola ricca di storia, cultura e paesaggi mozzafiato, conosciuta in tutto il mondo, ma è anche e soprattutto un simbolo della nostra bellissima Napoli e del suo Golfo.

Non celebrarla sarebbe stato imperdonabile, ma a convincerci definitivamente è stata una bellissima leggenda, una storia di amore negato raccontata da una donna straordinaria, nata in Grecia ma vissuta proprio a Napoli: stiamo parlando di Matilde Serao.

Nel suo capolavoro “Leggende napoletane”, e più precisamente nel racconto “La leggenda dell’amore”, c’è la storia della nascita dell’isola di Capri.

Te la raccontiamo subito.

L’amore tragico tra Capri e Vesuvio

“Ma la passione è nell’ultima storiella che ascolterete. Vi si parla di un nobile signore, appartenente ad uno dei primi seggi della città, e che s’innamorò perdutamente di una fanciulla di casa nemica.”

Queste parole, scritte da Matilde Serao, sembrano quasi strizzare l’occhio al capolavoro dell’amore tragico per eccellenza, Romeo e Giulietta. 

Anche qui, i protagonisti sono due giovani innamorati, appartenenti a due famiglie contrapposte. 

Lui si chiamava Vesuvio, un “cavaliere di carattere violento, di temperamento focoso, pronto al risentimento ed all’ira”, innamorato follemente di una fanciulla di nome, appunto, Capri. 

Purtroppo, il loro amore si scontrò con il volere della famiglia Capri, che impedì il matrimonio tra i due giovani amanti. Per allontanarli definitivamente, decisero di “imbarcare la fanciulla sopra una feluca e mandarla in estranea contrada”

Salita sulla nave, e allontanandosi dal suo amato, la fanciulla Capri “si sentiva strappar l’anima”. 

Così, “inginocchiatasi e pronunciata una breve preghiera, si slanciò nell’onde, donde uscì isola azzurra e verdeggiante”, dando così origine all’isola che porta il suo nome. 

Vesuvio, quando seppe della morte della fanciulla, “cominciò a gittar caldi sospiri e lagrime di fuoco, segno della interna passione che lo agitava; e tanto si gonfiò che divenne un monte nelle cui viscere arde un fuoco eterno d’amore”. 

La sua ira e il suo dolore diedero, quindi, vita al vulcano che disegna il profilo del Golfo di Napoli, il Vesuvio.

Disposto proprio di fronte alla sua bella Capri, Vesuvio continuò a covare dentro di sé rabbia per l’amore perduto, “e lampeggia e s’incorona di fumo e il fuoco trabocca in lava corruscante”. 

Un amore negato, un gesto tragico, il dolore per la perdita della persona amata, da tutto questo sono nati l’isola di Capri che noi tutti, oggi, amiamo così tanto, e il Vesuvio, altro simbolo della nostra bella Napoli.

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