La parte alta di Napoli è quella che i turisti conoscono di meno, poiché durante le vacanze in città si preferisce dedicare il tempo a disposizione al centro storico e alla zona vicino al mare.

A proposito, se vuoi scoprire dove andare al mare a Napoli e dintorni, leggi il nostro articolo qui.

Noi abbiamo deciso di raccontare anche cosa vedere nella zona del Vomero, prendendo come riferimento in questo articolo il Castel Sant’Elmo e la Certosa di San Martino con il suo museo.

Scopriamoli insieme.

Alla scoperta del Vomero

Il Vomero è un quartiere collinare di Napoli, nato prevalentemente come periferia agricola, si popolò soprattutto durante la peste del 1656, quando nobili e clero si rifugiarono nelle zone alte della città in cerca di aria pulita.

Il nome Vomero deriva dal “gioco del vomere”, una gara tra contadini per la realizzazione, con l’aratro, del solco più diritto.

Nel 1700, la zona divenne il luogo di villeggiatura preferito dalle classi nobiliari, che iniziarono la costruzione di ville in stile tardo Liberty, trasformando la periferia agricola in un elegante quartiere residenziale.

L’evoluzione proseguì e nel primo dopoguerra, il Vomero era diventato uno dei quartieri più raffinati di Napoli, collegato con il centro città grazie a metropolitana e funicolare.

Nel punto più alto della collina, troviamo il complesso di splendidi edifici storici, dei quali vogliamo raccontarti oggi: Castel Sant’Elmo, la Certosa di San Martino con la sua chiesa barocca e il chiostro, il Museo e le terrazze, dalle quali ammirare un panorama mozzafiato.

Castel Sant’Elmo: storia

Non tutti sanno che Castel Sant’Elmo nasce come Palatium Medievale – centro amministrativo dell’autorità sovrana – per poi essere trasformato in Castrum, un  accampamento militare e, infine, diventare un castello fortificato

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Tutto iniziò nel X secolo, quando in cima alla collina era stata costruita una chiesetta in onore di Sant’Erasmo, nome che subì varie modifiche nel tempo, da Eramo ad Ermo, fino ad Elmo, come furono poi chiamati sia il colle che il castello.

Nel 1272, Carlo I d’Angiò fece erigere una torre osservatorio, ampliata in seguito da Roberto d’Angiò, fino a diventare il Castello Belforte.

L’opera di ampliamento fu affidata agli stessi architetti che stavano realizzando la Certosa lì accanto: Francesco Di Vivo e Tito da Camaino.

Attualmente, il Castello è quello voluto da Carlo V, ricostruito con la forma di stella a sei punte, realizzato per l’arrivo delle artiglierie, i nuovi potenti mezzi bellici.

Durante la ricostruzione, avvenuta tra il 1537 e il 1546, l’edificio prese il nome di Castel Sant’Erasmo.

Nel 1546, uno scoppio fragoroso, dovuto ad un fulmine caduto sulla polveriera, distrusse metà della costruzione.

Ma nel corso degli anni, il Castello ha continuato a vivere avvenimenti da raccontare!

Durante la rivoluzione di Masaniello, nel 1647, era già conosciuto come Castel Sant’Elmo e fu rifugio del vicerè Ponca de Leon, duca d’Arcos, mentre nel 1799, vide i patrioti napoletani dichiarare la nascita della Repubblica Partenopea e innalzare l’albero della libertà.

Assolto il suo compito di fortezza, Castel Sant’Elmo divenne una caserma e un carcere militare, dove fino al 1930, a mezzogiorno in punto, un piccolo cannone sparava un colpo a salve.

“È sparat miez’ juorno?” – era la domanda dei napoletani quando non si sentivano il colpo di cannone.

Castel Sant’Elmo ha una struttura così formata:

  • nel mezzo, una piazza d’armi con sotto una enorme cisterna d’acqua;
  • delle mura altissime con una controscarpata scavata nella roccia;
  • dei sotterranei, protagonisti di tante leggende.

In città si racconta che nei sotterranei di Castel Sant’Elmo esista un corridoio lunghissimo fino al Palazzo Reale. Sarà vero?

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Certosa di San Martino: storia

Nel 1325, poco distante da Castel Sant’Elmo, Carlo d’Angiò commissionò la realizzazione della Certosa di San Martino.

Un monastero circondato da silenzio e natura, il luogo ideale per la preghiera e la contemplazione, che nel 1368, venne dedicato alla Vergine Maria, a San Martino e tutti i santi.

Nel 1600, l’architetto Cosimo Fanzago la rese uno dei monumenti più significativi del barocco napoletano.

Una volta arrivato qui, non potrai perderti la visita al Chiostro, i giardini e le terrazze, un punto panoramico spettacolare sul Golfo di Napoli e il Vesuvio.

All’interno del Monastero non erano ammesse le donne, che potevano arrivare solo fino all’ingresso, tuttavia c’era una grande affluenza di pellegrini, soprattutto per la presenza della farmacia dei frati, dove si trovavano prodotti realizzati con le erbe del loro orto.

Oggi la Certosa di San Martino è uno dei monumenti più affascinanti della città di Napoli, sia storicamente che artisticamente.

Al suo interno, è arricchita da opere d’arte realizzate da grandi artisti, quali Luca Giordano, Francesco Solimena, Guido Reni e Giuseppe Ribera.

L’ingresso avviene attraverso una splendida porta del 1600 e, tra i tanti capolavori, potrai ammirare:

  • La persecuzione dei certosini, affresco di Micco Spadaro;
  • Le statue di San Giovanni Battista e San Girolamo di Cosimo Fanzago;
  • Le tele raffiguranti Mosè ed Elia di Giuseppe Ribera;
  • Gli affreschi della volta di Giovanni Lanfranco.

Impossibile elencare tutte le meraviglie artistiche presenti, dovrai solo vederle con i tuoi occhi e lasciarti emozionare.

Nei primi anni dell’800, a causa della soppressione dei monasteri, furono confiscati alcuni beni e iniziò un periodo d’abbandono del Monastero, terminato fortunatamente quando la Certosa venne destinata a raccogliere ricordi della storia di Napoli, ospitando dal 1866 il Museo Nazionale di San Martino.

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Il Museo Nazionale di San Martino

Il Museo Nazionale di San Martino ospita diversi reperti e opere d’arte legate alla storia della città di Napoli.

La visita è divisa in sezioni:

  • Area Topografica Napoletana;
  • Sezione Navale: potrai ammirare la bellissima imbarcazione reale “gondola” di Carlo di Borbone;
  • Ricordi Storici del Regno di Napoli;
  • Sezione Teatrale;
  • Dipinti di vedute napoletane, come la famosa Tavola Strozzi;
  • La più grande raccolta presepiale d’Italia, con la presenza del meraviglioso presepe Cuciniello e le sue 800 statuine settecentesche.

Come avrai capito, il Museo Nazionale di San Martino è uno scrigno di tesori inestimabili.

Certosa e Museo di San Martino: biglietti e orari

Attualmente risulta aperto il percorso di visita che comprende i chiostri, i giardini, il Quarto del Priore, la sezione presepiale e gli ambienti annessi alla Chiesa.

Gli orari di apertura e chiusura sono dalle 8.30 alle 19.30, con ultimo ingresso alle 18.30. Chiuso il mercoledì.

Il costo dei biglietti è di € 6,00 e ridotto € 2,00 per ragazzi dai 18 ai 25 anni.

L’ingresso è contingentato, quindi ti consigliamo di dare un’occhiata alle notizie aggiornate sul sito del Polo Museale Campania e a preacquistare on line il biglietto.

Speriamo di averti incuriosito a visitare anche la parte alta di Napoli e ti aspettiamo per accoglierti nelle nostre camere di Napoliving e darti tutte le informazioni delle quali avessi bisogno.