Un itinerario alla scoperta dei siti archeologici in Campania è il modo migliore per scoprire la straordinaria ricchezza storica, antropologica e culturale che questa regione ha da offrire.

Campania Felix: così i romani chiamavano la nostra regione, per la suggestiva bellezza delle sue baie e la generosità del suo territorio, resa possibile dal clima mite e dall’intensa attività vulcanica

Greci, osci, sanniti, romani, sono tanti i popoli che hanno abitato anticamente la Campania, lasciando qui le proprie tracce. 

Un patrimonio che va dalla Magna Grecia all’antica Roma di cui la Campania conserva memoria nei suoi meravigliosi siti archeologici.

Non è un caso se la Campania vanta da sola circa il 10% dei siti archeologici rispetto al resto del territorio nazionale. 

D’altronde, la nostra regione detiene da sola un quarto dei patrimoni targati Unesco in Italia e proprio per questo, il numero dei siti archeologici in Campania è sconfinato.

Noi di Napoliving ne abbiamo identificati alcuni assolutamente da non perdere, suddivisi tra la città di Napoli, la provincia e le altre province campane

I siti archeologici più belli di Napoli e provincia

A Napoli ovunque scavi una buca trovi 2.500 anni di storia

In una città come la nostra, la convivenza tra grandi lavori pubblici e archeologia urbana non è mai stata semplice. 

Eppure anche questa ha saputo trovare un suo innovativo equilibrio con le stazioni dell’arte, un caso più unico che raro al mondo. 

Una città dalle infinite stratificazioni, che si poggia letteralmente sui suoi resti. E la provincia non è decisamente da meno, con gli spettacolari siti archeologici vesuviani

Beni archeologici a Napoli città

Elencare i siti archeologici più belli di Napoli e provincia non è un’impresa facile.

Abbiamo deciso dunque di dividerli tra siti nella provincia e aree museali di interesse archeologico in città. Partiamo proprio da queste:

Mann – Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Come non partire dal Museo Archeologico Nazionale? Qui troverai una ricca anteprima di quello che ti aspetterà a Pompei

I ritrovamenti della Villa dei Misteri sono infatti esposti qui. 

Ma anche la collezione Farnese ti offrirà una spettacolare e imponente testimonianza dell’ingegno e della ricchezza dell’arte romana

La collezione egizia è poi la seconda più copiosa in Italia, preceduta solo al Museo Egizio di Torino

Un pilastro del nostro patrimonio artistico e culturale che non dovrai lasciarti sfuggire! 

La Neapolis Sotterrata nel Complesso di San Lorenzo Maggiore

E se ti dicessimo che a Napoli potrai passeggiare tra le vecchie botteghe del mercato della Napoli romana

Ti basterà prenotare un tour al Complesso di San Lorenzo Maggiore, che custodisce nei suoi sotterranei la spettacolare area archeologica della Neapolis Sotterrata!

Potrai visitare i resti dell’antico macellum della Napoli romana, ma ogni sezione di questo sito riserva sorprese. 

In superficie potrai infatti ammirare la chiesa di San Lorenzo, uno dei più rari esempi di gotico francese in Italia. 

Ipogei greci nella Sanità – Celanapoli

A nord delle antiche mura della città greca, in quello che oggi è noto come Rione Sanità, si estendeva la spettacolare Necropoli Ellenistica

Molti edifici del quartiere custodiscono spesso tra le loro fondamenta resti di quella civiltà. 

I più famosi sono sicuramente gli ipogei macedoni dei togati, visitabili prenotando un tour con l’Associazione Celanapoli

Teatro di Nerone nel tour di Napoli Sotterranea

Avrai sicuramente sentito parlare di Napoli Sotterranea

Una visita al sito ti permetterà di compiere un vero e proprio viaggio nella storia lungo ben 2400 anni, dall’epoca greca a quella moderna, passando ovviamente anche per quella romana. 

Nel tour è infatti inclusa una visita al Teatro di Nerone in via Anticaglia, che prende il nome da un aneddoto che ormai è leggenda

L’imperatore romano si dilettava nella musica e il teatro ospitò una delle sue esibizioni. 

Durante lo spettacolo però la città fu colpita da un violento terremoto

Nonostante il panico del pubblico, Nerone non si scompose e non interruppe l’esibizione. 

Riteneva, infatti, che quello non fosse un terremoto, ma un applauso degli dèi alla sua musica!

Sant’Aniello a Caponapoli

Sicuramente uno dei luoghi meno noti da visitare a Napoli, Sant’Aniello a Caponapoli è una delle tante chiese che non furono risparmiate dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale

Ma dai successivi lavori di restauro, negli anni ‘60, emerse qualcosa di sorprendente: i resti di dell’acropoli della Neapolis greca.

La chiesa è stata riaperta nel 2011, dopo un lungo lavoro di restauro, e per le meraviglie storiche che racchiude merita assolutamente di essere visitata! 

Terme della Basilica di Santa Chiara

Tra le cose da vedere a Napoli, il meraviglioso chiostro di Santa Chiara non deve mai mancare: una vera e propria oasi di misticismo e pace nel trambusto del centro storico, condita dai variopinti motivi barocchi dei suoi rivestimenti maiolicati e i suoi affreschi barocchi

Ma l’area su cui si erge l’edificio custodiva in epoca romana un complesso termale, i cui spettacolari resti archeologici sono visitabili nella sezione museale del convento. 

Crypta Neapolitana nel Parco Vergiliano

La zona di Piedigrotta, alle spalle dell’omonima chiesa, ospita il Parco Vergiliano.

All’interno di quest’area potrai ammirare un mausoleo dedicato a Virgilio e la Crypta Neapolitana, imponente galleria d’epoca romana che collega Mergellina con Fuorigrotta. 

Secondo alcuni, il monumento sepolcrale dedicato a Giacomo Leopardi all’interno del parco conterrebbe al suo interno proprio le spoglie del poeta e pensatore romantico. 

Che sia vero o meno, il parco è uno scrigno traboccante di storia antica e natura che aggiungerà un tocco di poesia al tuo itinerario di viaggio!

Parco archeologico di Posillipo

Nei pressi dell’incantevole area sommersa della Gaiola sorge il Parco archeologico di Pausilypon.

Il parco è tutto ciò che resta di una dimora dell’antichità che oggi considereremmo di super lusso.

Qui, infatti, Publio Vedio Pollione decise di trascorrere il resto dei suoi giorni dopo la battaglia di Azio

La villa offriva ogni forma di comfort per un magnate dell’epoca: un teatro di 2000 posti, un ninfeo e un’area termale

Pausilypon non a caso vuol dire “sollievo dal dolore”.

Una testimonianza storica dello sfarzo e lo splendore dell’età augustea, che potrai vedere coi tuoi stessi occhi partecipando a uno dei tour organizzati dal “Centro Studi Interdisciplinari Gaiola”.

Villa Lucullo

E restando in tema di lusso e sfarzo ai tempi dell’antica Roma, non si può non citare la Villa Lucullo.

I banchetti di Lucullo sono leggendari, tanto da guadagnarsi un termine nel dizionario italiano, “luculliano”, proprio per riferirsi a un pranzo particolarmente sontuoso.

E la sua dimora non era da meno, con alberi di pesco importati dalla Persia e ciliegi provenienti dall’attuale Turchia, che incantavano chiunque gli facesse visita ai suoi giardini.

Oggi i resti della sua vastissima villa possono essere ammirati in più punti di Napoli. Il sito più completo è sicuramente quello racchiuso nella sala delle colonne di Castel dell’Ovo.

Ma esistono anche numerosissimi tour a tema che ti consentiranno di seguire le tracce di Lucullo in città. 

Tempio dei Dioscuri

Mitici figli di Zeus, i Dioscuri erano venerati nell’antichità in quanto protettori dei naviganti.

Il tempio a essi dedicato fu costruito probabilmente alla fondazione della città, ma subì un’importante ristrutturazione sotto Tiberio. Sulle sue rovine sorge oggi la Chiesa di San Paolo Maggiore

La cripta interna, ricavata dall’antico tempio, ti lascerà a bocca aperta!

Queste sono solo alcuni dei beni archeologici presenti in città, ma in realtà tutti i principali monumenti della città riservano sorprese per gli amanti dell’antichità. 

Dal Maschio Angioino al Duomo, dalla chiesa di Pietrasanta alla Mostra d’Oltremare, tutte le aree museali e chiese di Napoli conservano resti di epoca greca o romana.

Come avrai potuto notare, Napoli ha un rapporto stratificato ma allo stesso armonioso col suo passato: ogni angolo, via o piazza di Napoli conserva resti archeologici di ogni tipo. Altri esempi? Le mura greche in piazza Bellini o i bellissimi Ponti Rossi

L’antico a Napoli non è soltanto racchiuso tra le mura di un museo. A Napoli l’antico convive e si confonde col moderno, passato e presente sono indissolubilmente intrecciati. 

Siti archeologici più belli della provincia di Napoli

Come in città, anche nelle località della provincia di Napoli non si contano i luoghi in cui la storia ha lasciato un segno indelebile

Il pensiero corre inesorabile agli scavi vesuviani, ma anche l’area flegrea è ricca di meraviglie archeologiche tutte da scoprire.

Ecco la nostra breve rassegna ai siti archeologici più belli della provincia di Napoli

Gli scavi di Pompei

Sono quattro milioni i visitatori che registra ogni anno Pompei

Un numero più che raddoppiato negli ultimi dieci anni, che la colloca nella top 3 delle aree museali più visitate in Italia (preceduta solo dalla Galleria degli Uffizi e dal Colosseo). 

Numeri da record, che però non sorprendono: “grazie” a un evento tragico, l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., Pompei è oggi un caso unico al mondo di istantanea dell’antichità giunta intatta fino ai giorni nostri.

Ogni volta che si attraversano le sue strade, inevitabilmente si finisce con l’immaginare lo stupore e la meraviglia che devono aver provato gli addetti ai primi cantieri di scavo, sotto Carlo III di Borbone.

La Casa del Fauno, la Villa dei Misteri o il Lupanare sono dei veri e propri scrigni di opere d’arte e meraviglie, che non smettono mai di sorprendere. 

Ma ogni singola pietra o anfratto di Pompei è un tesoro tutto da scoprire. Non a caso, ne abbiamo parlato nel dettaglio in questa guida su cosa vedere a Pompei!

Gli scavi di Ercolano

Impossibile non citare Ercolano quando si parla di siti archeologici in Campania.

Come Pompei, anche Ercolano è arrivata intatta fino ai giorni nostri, travolta ma allo stesso tempo “preservata” dall’eruzione del 79 d.C.

La colata di fango piroclastico che la sommerse in qualche modo fermò il tempo, mantenendola inalterata in tutto il suo fascino.

E intatto si è preservato il fiore all’occhiello del sito: la Villa dei Papiri

Si tratta di un caso più unico che raro di biblioteca del mondo antico preservatasi fino ai nostri giorni. 

Il contributo che questa scoperta ha dato – e sta ancora dando, con la continua lettura a raggi X dei papiri carbonizzati – alla storiografia e alla letteratura antica è immenso. 

Il De bello Actiaco, ad esempio, aggiunge dei preziosissimi tasselli storici al conflitto che vide contrapporsi Antonio e Cleopatra da una parte e Ottaviano dall’altra.

Scavi archeologici di Oplonti

Più che un centro urbano vero e proprio, Oplonti era da considerarsi un’area periferica di Pompei

Di questa “contrada” dell’antichità oggi sopravvivono principalmente due ville, la più famosa (e visitabile) è la Villa di Poppea Sabina, consorte di Nerone.

Una dimora monumentale, dotata di tutti gli optional che un VIP dell’antichità avrebbe potuto desiderare, dal centro termale ad un’ampia area dedicata al soggiorno. 

Gli affreschi custoditi al suo interno, con i  suggestivi giochi prospettici e di luce che ricreano, ti lasceranno senza fiato!

Ma la villa non è soltanto una dimostrazione del lusso e dello sfarzo della Roma imperiale, ma anche un monumento al “modo di pensare romano”, della mentalità dell’epoca.

Per un romano la villa non era soltanto una residenza ma anche una fonte di reddito, un’azienda, e la villa di Poppea non fa eccezione, come dimostrano le anfore e le suppellettili agricole repertate dagli archeologi al suo interno. 

Scavi archeologici di Stabia

Villa San Marco a Stabia – Atrio termale – Author: Mentnafunangann

Questo sito è meno noto al turismo di massa rispetto alle più famose Pompei e Ercolano, ed è un vero peccato: Stabiae era una località di villeggiatura molto rinomata per i patrizi romani.

A testimoniarlo, le lussuose ville d’otium emerse fin dai primi scavi commissionati dai Borbone. 

Villa San Marco, protetta dall’usura del tempo grazie allo spesso strato di cenere e lapilli che l’avevano ricoperta, con le sue decorazioni parietali in terzo stile ci offre una testimonianza unica dello splendore dell’età giulio-claudia

La fama di Villa Arianna è invece inconfondibilmente legata ai suoi splendidi affreschi dalle linee delicate, i più importanti oggi conservati al MANN – come non citare il più iconico di tutti, La Flora di Stabiae

Ma l’edificio, col suo atrio di tipo “tuscanico”, senza colonne, con impluvium, pavimento a mosaico e pareti affrescate in secondo stile, si presenta come una tipica abitazione patrizia di età tardo repubblicana

Le altre ville rustiche emerse dagli scavi in tutta l’area circostante ci ricordano che Stabiae non era soltanto una località vacanziera ma anche uno dei centri economici più importanti dell’area vesuviana. E anche uno dei più antichi, come si evince dai numerosi oggetti fabbricati in Etruria e Grecia rinvenuti fin dai primi scavi della sua antica necropoli

Parco Archeologico di Cuma

Parco Archeologico di Cuma - Antro della Sibilla

Cuma è la città più antica dell’area flegrea. I primi insediamenti da parte dei greci risalgono al 730 a.C. 

Visitare il Parco Archeologico di Cuma significa immergersi in una storia lunga 3.000 anni

  • c’è l’arte bizantina, ravvisabile nella torre che risalirai per raggiungere il Tempio d’Apollo
  • ci sono testimonianze dell’età augustea proprio nelle rovine del Tempio di Apollo; 
  • il Tempio di Giove, che si erge sulla sommità del Monte di Cuma, ci offre persino una testimonianza di tempio dell’antichità che ebbe una seconda vita come chiesa paleocristiana.

Ma è il suggestivo Antro della Sibilla a incuriosire e attirare migliaia di visitatori ogni anno. 

Dell’oracolo di Apollo e delle sue leggendarie sentenze sibilline abbiamo parlato proprio in quest’articolo dedicato al parco! 

Tempio di Serapide a Pozzuoli

Il suo nome si deve a un errore di valutazione da parte di chi scoprì il sito.

Quando gli archeologi riportarono il sito alla luce nel 1750, una delle prime cose che rilevarono fu una statua del Dio Serapide.

Ciò li indusse a ritenere che quello fosse appunto un luogo adibito al culto della divinità egizia

Ma Serapide era solo una delle divinità venerate tra quelle mura. 

L’area era infatti un antico macellum risalente al I-II secolo d.C. e, come tanti luoghi simili, era dotata di una sala dedicata a tutte le divinità protettrici del mercato, come appunto il Dio egizio. 

Il tempio oggi, che si staglia maestoso nel centro storico di Pozzuoli, non è soltanto un simbolo storico della città, ma anche un ottimo strumento di misurazione del bradisismo, grazie a un fenomeno tanto affascinante quanto curioso. 

La base del Tempio è collegata al mare attraverso dei cunicoli naturali: durante le fasi passive del bradisismo il pavimento del macellum si ritrova dunque ricoperto dall’acqua. 

Un sito che soddisferà non solo gli amanti dell’antichità ma anche gli appassionati di geologia! 

Anfiteatro Flavio di Pozzuoli

Il primato che vanta questo sito è già da solo un ottimo motivo per visitarlo: si tratta infatti del terzo anfiteatro più grande d’Italia, preceduto solo dal Colosseo e dall’Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere.

I suoi spalti arrivavano a ospitare circa 40.000 spettatori, che potevano ammirare al suo interno concerti, spettacoli teatrali e lotte tra gladiatori

Ma si dice che il teatro abbia ospitato persino delle spettacolari battaglie navali, grazie ad un meccanismo capace di allagare l’arena.

Parco Archeologico di Baia e Parco Sommerso di Baia

Tra i siti archeologici in Campania da non lasciarsi sfuggire c’è sicuramente il Parco Archeologico Sommerso di Baia.

Ma perché “sommerso”? 

Come si è già detto, l’area flegrea è interessata da sempre dal fenomeno del bradisismo, che consiste nell’abbassamento e innalzamento costanti e ciclici del livello del suolo.

Proprio a causa del bradisismo, l’intera fascia costiera è sprofondata nel tempo sotto il livello del mare, portandosi dietro edifici, statue, mosaici e terme

Visitare questi fondali significa letteralmente fare un tuffo nella storia

Ma se non hai voglia di indossare una muta, niente paura: potrai ammirare il sito anche dalla pavimentazione trasparente dei piccoli sommergibili turistici di chi organizza tour in loco. 

Ti consigliamo di abbinare alla visita anche un ingresso al Parco Archeologico di Baia, dove potrai ammirare antiche residenze e complessi termali del luogo che un tempo ospitava il più importante distaccamento della flotta imperiale romana!

Altri siti dell’area flegrea

Ma l’area flegrea, come si è detto, forse per l’intensa attività vulcanica che da sempre la interessa, è un luogo incantato, dove i miti e le leggende si sono da sempre intrecciati con il costituirsi dei primi insediamenti umani della Campania

Sono numerosissime, pertanto, le aree archeologiche da visitare nella zona. Ecco un elenco di altri siti dell’area flegrea che potresti visitare:

  • Anfiteatro di Cuma — Bacoli 
  • Anfiteatro di Liternum — Giugliano in Campania 
  • Cento Camerelle, Bauli – Bacoli (Napoli)
  • Grotta della Dragonara, Misenum – Bacoli 
  • Grotta di Cocceio – Pozzuoli
  • Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia – Bacoli 
  • Necropoli di Cappella, Misenum – Monte di Procida
  • Necropoli di Via Celle, settore della necropoli di Puteoli – Pozzuoli 
  • Parco Archeologico di Liternum – Giugliano in Campania 
  • Piscina Mirabilis, Misenum – Bacoli 
  • Sacello degli Augustali, Misenum – Bacoli
  • Stadio di Antonino Pio, Puteoli – Pozzuoli
  • Teatro Romano, Misenum – Bacoli
  • Tomba c.d. di Agrippina, Bauli – Bacoli (Napoli)

Altri siti archeologici in Campania: Avellino, Benevento, Caserta e Salerno

Ma anche le altre province della Campania hanno dei meravigliosi siti archeologici da offrire ai loro visitatori. Ecco alcuni da non perdere.

Siti archeologici in provincia di Salerno

Parco Archeologico di Paestum e Velia

Basta una semplice passeggiata lungo i resti delle strade dell’antica città di Poseidonia per intuirne la grandezza. 

Deve essere stata una città straordinaria, grande e fiorente, affacciata sul mare. Il nome attuale le è stato dato dai Romani, che l’hanno conquistata dopo i Lucani

Della sua grandezza è rimasto uno dei più affascinanti siti archeologici in Campania, noto soprattutto per la straordinaria conservazione dei suoi tre templi principali.

Siti archeologici a Benevento e provincia

Arco di Traiano

Pochi sanno che, oltre alla grandiosa via Appia che collegava l’Antica Roma a Brindisi, c’era anche la via Traiana: una sorta di scorciatoia della strada principale. 

L’Arco di Traiano, dedicato all’omonimo Imperatore, è stato creato in occasione della fondazione della strada e si può ancora ammirare nell’attuale Benevento

È considerato uno degli archi trionfali romani meglio conservati.

Tempio di Iside

I ritrovamenti egiziani ritrovati a Benevento e dintorni hanno confermato l’ipotesi della presenza di un grande tempio dedicato alla Dea Iside

Il culto della dea era ben radicato a Benevento, come testimoniano le iscrizioni sugli obelischi presenti in città. 

Gli scavi hanno rinvenuto una serie di statue che si possono ammirare nel Museo del Sannio.

Siti archeologici ad Avellino e provincia

Antica Abellinum

Il Parco archeologico dell’antica Abellinum è una meta da non perdere nel corso della tua vacanza in Campania

Un complesso monumentale decisamente affascinante, e un’antica necropoli, completano un paesaggio ricco di storia.

L’Antica Abellinum sorgeva infatti sui resti di un precedente insediamento sannitico.

Le tracce di questi due popoli si confondono lungo le antiche fortificazioni, di cui si possono ancora ammirare tratti di muratura in opus reticulatum e tratti in blocchi di tufo, risalenti al periodo sannitico. 

Aeclanum

La città romana di Aeclanum, nota anche come Aeculanum, sorgeva nella provincia dell’attuale Avellino. 

Gli scavi archeologici sono cominciati solo nella prima metà del Novecento, e hanno portato alla scoperta di una serie di importanti resti di epoca romana e un’imponente basilica paleocristiana di epoca giustinianea.

Siti archeologici in provincia di Caserta

Capua Antica

I resti dell’antica città di Capua si trovano nell’attuale comune di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. 

Sorgeva lungo la via Appia ed era un importante centro urbano e commerciale, ricco di vita. 

Lungo le sue strade si sono alternate le culture più disparate: da quella etrusca a quella sannita, fino alla romana

Un sito archeologico straordinario e tutto da scoprire.

Conclusioni

Si conclude qui la nostra selezione di siti archeologici in Campania da non perdere

Ti aspettiamo da Napoliving per ospitarti e fornirti tutti i consigli di cui avrai bisogno per il tuo itinerario alla scoperta della Campania antica!