Stai pianificando un viaggio a Napoli? Di certo avrai un itinerario serrato e ricco di musei, chiese e monumenti da visitare. 

Alcune tra queste, simbolo di Napoli e della Campania nel mondo, meritano assolutamente una visita per la loro incomparabile bellezza. Anche la possibile attesa in coda per il biglietto varrà il tuo tempo. Tra le più imperdibili il Cristo Velato e il Museo Archeologico Nazionale.

Ma se quando sei in viaggio ami anche andare a caccia di posti meno noti ai più, lontani dalla confusione dei siti turistici più gettonati, allora farà al caso tuo questa lista che abbiamo preparato di luoghi insoliti da visitare a Napoli

Piccoli tesori nascosti, che non troverai spesso raffigurati sulle cartoline, lontani dalle lunghe code e dagli ingressi affollati dei musei. 

Napoli insolita: i 15 luoghi da non perdere

Tra storici palazzi nobiliari, antiche chiese paleocristiane, ipogei sotterranei e leggende che si animano tra i suoi vicoli, Napoli sa stupire e ammaliare anche gli animi più curiosi e intraprendenti ad ogni angolo delle sue strade. 

Mettiamoci comodi e scopriamo insieme una Napoli diversa dalle sue raffigurazioni più comuni, insolita e ricca di sorprese! 

Chiesa del Purgatorio ad Arco 

Questa piccola chiesa nel cuore dell’affollatissima via dei Tribunali è nota ai più come Chiesa delle anime pezzentelle

La riconoscerai per la doppia scalinata che porta all’ingresso. A darti il benvenuto sui due paracarri ai lati delle scalinate, due teschi in bronzo, un preludio di quanto troverai all’interno della chiesa. 

I suoi sotterranei infatti ospitavano un tempo l’antico culto delle anime dei senza nome, spoglie anonime di vittime delle tante calamità che si sono abbattute su Napoli nel corso dei secoli. 

A queste anime sfortunate si indirizzò per anni la misericordia e l’affetto dei napoletani, rendendole un vero e proprio oggetto di culto (ne abbiamo parlato nel dettaglio in questo articolo dedicato al Cimitero delle Fontanelle).

Durante la visita dell’ipogeo sotterraneo, una vera e propria chiesa nella chiesa, si ha la sensazione di essere in un luogo sospeso nel tempo, spoglio ma imperscrutabile, costantemente in bilico tra l’abisso e la rinascita. Sembra quasi che questa tetra architettura volesse, nell’intenzione dei suoi creatori, suggerire l’idea stessa di Purgatorio nell’immaginario dell’epoca. 

La parte superiore della Chiesa non è meno degna di nota, ma per ragioni diametralmente opposte. Questa mostra infatti alla luce del giorno un volto completamente diverso e, coi suoi marmi policromi, è un pregevole esempio di architettura barocca napoletana.

Da non perdere il Teschio alato in marmo di Dionisio Lazzari, dietro l’altare, e i capolavori di Stanzione e Giordano nell’area museale.

All’uscita dalla chiesa ti consigliamo fermati a ammirare un’ultima volta i teschi e… accarezzarli! Ebbene sì, pare che abbiano proprietà apotropaiche e che assicurino a chi li accarezza fortuna e una lunga vita! 

Museo delle Torture

Nella storia di Napoli non sono mai mancate le rivoluzioni. Napoli ha un animo ribelle, insofferente a qualsiasi costrizione e ostile a ogni forma di sottomissione, soprattutto se di natura esterna.

Il caso più noto e recente: le Quattro Giornate, che fecero di Napoli la prima città europea a essersi liberata da sola dall’occupazione nazista. 

C’è però una serie di episodi storici meno noti, ma ugualmente emblematici dell’indole ribelle della città

Tra il 1509 e il 1564 Napoli si sollevò ben tre volte contro l’ostinato disegno delle autorità spagnole di imporre l’Inquisizione in città. In tutte e tre le occasioni, i vicerè spagnoli, travolti da un’ondata di malcontento popolare, si videro costretti a ritrattare i propri provvedimenti. 

Il terribile Museo delle Torture è lì, in Vico Santa Luciella, zona San Biagio dei Librai, quasi a ricordarci il fosso che ci siamo scansati! 

Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo

Quando si pensa alla produzione storica della seta in Sud Italia, il pensiero corre subito al meraviglioso complesso di San Leucio, patrimonio UNESCO insieme alla Reggia di Caserta

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L’arte della seta nel regno di Napoli ha però una storia ben più antica, e la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo è lì a farcelo notare con la sua sfarzosa bellezza.

L’edificio fu voluto nel 1591 dalla Corporazione della Seta, che racchiudeva al suo interno tutte le maestranze nella lavorazione di questo tessuto in città. 

Faceva parte del complesso anche il conservatorio, destinato ad accogliere e formare le figlie degli artigiani della seta prematuramente scomparsi. 

La chiesa è uno dei numerosi esempi di architettura barocca napoletana del centro storico e custodisce al suo interno:

  • Due sculture del Sanmartino dedicate ai due santi Filippo e Giacomo, protettori degli artigiani della seta;
  • Un altare ligneo settecentesco che riproduce una facciata architettonica dalla prospettiva estremamente realistica;
  • Un trono ligneo riportante i simboli della Corporazione;
  • Alcuni pregiatissimi abiti in seta di epoca seicentesca;
  • Un piedistallo e la base di una statua in marmo con epigrafi in greco. Si ipotizza che nei sotterranei del Conservatorio in epoca greca ci fosse la sede di una delle fratrie in cui si suddividevano i cittadini di Neapolis.

Il Piccolo Museo del Cammeo

L’antica arte partenopea della lavorazione del cammeo si tramanda dal 1700. 

Secondo un’antica leggenda, è a un marinaio del porto di Napoli che si deve il primo cammeo. Incidendo con uno scalpellino da falegname il volto dell’amata su una conchiglia, questi scoprì quanto questa fosse calcarea e quindi facilmente lavorabile. Da allora questi caratteristici gioielli impreziosiscono il look di molte donne e uomini a Napoli. 

La Gerolomini Gallery – Piccolo Museo del Cammeo è il posto perfetto per ammirarli e eventualmente acquistarli. Avrai l’occasione di portare a casa un vero e proprio pezzo di storia dell’artigianato della città!

Ospedale delle bambole 

Chi frequenta abitualmente per lavoro o studio la chiassosa e variopinta Spaccanapoli conosce bene questa meraviglia. 

Si tratta di un’antica bottega artigianale dedita al restauro delle bambole, che di recente si è ampliata aggiungendo al suo interno anche una sezione museale molto affascinante, ricca di sorprese e attrazioni per chiunque la visiti. 

Un piccolo tesoro che unisce l’artigianato napoletano e la tradizione locale con il fascino moderno di un museo, per un connubio unico che farà della tua visita un’esperienza affascinante.

Museo del giocattolo 

E se hai ancora voglia di tuffarti tra i ricordi d’infanzia, il Museo del Giocattolo non ti deluderà! Questo caratteristico museo custodisce più di 1200 giocattoli d’epoca, veri e propri capolavori dell’artigianato, che hanno reso felici i più piccoli tra gli anni ‘30 e gli anni ‘80. 

Una curiosità sul luogo: tra i diversi giocattoli esposti è possibile ammirare anche una bambola, molto in voga negli anni ‘30, che Benedetto Croce regalò a sua figlia Silvia

Un viaggio nella nostalgia, tra quelli che per molti sono stati ricordi d’infanzia felici e spensierati!

Il cabinet del Duca al Palazzo Corigliano

Palazzo Corigliano è stato a lungo dimora di alcune delle più illustri famiglie aristocratiche del reame borbonico. 

Oggi questo edificio storico domina maestoso la piazza di San Domenico Maggiore ed è una delle quattro sedi dell’Università L’Orientale

Non tutti sanno però che al suo interno, tra aule universitarie, uffici e biblioteche, è custodito anche un piccolo gioiello: il cabinet del Duca

Si tratta di un raffinatissimo ambiente di circa cinque metri per cinque, rivestito di specchi e ornato da sculture di legno dorato. Un vero e proprio trionfo del rococò, un tempo studio privato dell’antico proprietario dell’edificio, il duca di Corigliano

Oggi lo studiolo è visitabile solo su richiesta, contattando direttamente il personale universitario. 

L’Altare sotterraneo della Chiesa di Sant’Aspreno al Porto

Sant’Aspreno, non tutti lo sanno, è stato patrono di Napoli prima che San Gennaro prendesse il suo posto. Fu il primo Vescovo di Napoli e visse ai tempi degli imperatori Traiano e Adriano

Nel corso della sua vita gli sono stati attribuiti diversi miracoli di guarigione ed è considerato il santo a cui “appellarsi” in caso di mal di testa (il nome dell’aspirina è ispirato proprio a lui!)

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L’omonima Chiesa di Sant’Aspreno al Porto sorgeva in quella che molti ritengono fosse la caverna dove il santo eremita era solito rifugiarsi in meditazione. 

Oggi l’edificio è stato inglobato dal palazzo della Borsa, ma nei suoi sotterranei è ancora possibile visitare l’altare. Si dice che poggiare la testa su di esso in preghiera garantisca la guarigione immediata da qualsiasi mal di testa!

Il sito è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 13.00

Santa Maria Egiziaca

La storia di questa chiesa, almeno ai suoi esordi, ricorda molto quella della Basilica di Santa Chiara (ne abbiamo parlato in quest’articolo). 

Fu voluta da Sancha d’Aragona nel 1342 e col tempo e numerosi rifacimenti (il più importante a opera del Lazzari) il suo originario aspetto più austero ha ceduto il passo ai ben più sgargianti motivi del barocco. 

Oggi questa chiesa rappresenta uno degli esempi meglio riusciti di barocco napoletano. Tra i grandi nomi che hanno lasciato la propria firma al suo interno: Luca Giordano, Solimena e Vaccaro, oltre allo stesso Lazzari

Incredibile come molti ci passino di corsa davanti, nel trambusto di Corso Umberto, ignorando spesso la bellezza racchiusa al suo interno! 

Museo di Anatomia Umana

Sebbene al di fuori dei più comuni itinerari turistici, il Museo di Anatomia Umana vanta un importante primato: è tra i primi tre musei anatomici al mondo per qualità e quantità delle collezioni conservate al suo interno

Fu fondato nel 1819. Si trova tra Via dei Tribunali e Piazza Cavour, a ridosso dei vicoli che animano la zona, in un antico palazzo nobiliare riadattato a sede universitaria. 

Lo stile ottocentesco che si riflette nei suoi interni è rimasto praticamente inalterato nel tempo. Anche le eleganti teche e vetrine, provenienti dal monastero di Santa Patrizia, sono ottocentesche. Al loro interno troverai antichissimi manoscritti e meraviglie storiche, ma anche resti umani decisamente inadatti ai deboli di stomaco!

Potrai trovare, ad esempio, una testa miniaturizzata, lo scheletro di una delle popolane che vivevano nei cunicoli dell’odierna Napoli Sotterranea, e vari corpi conservati nella formalina: un particolare esemplare di ciclope, o due gemelli siamesi

Uno dei reperti decisamente più impressionanti è il feto di 10 centimetri calcificato e mai partorito, rimasto per 28 anni nel ventre della madre e scoperto per caso solo quando questa morì.  Una visita che certo non è adatta a tutti, ma che vi lascerà a bocca aperta! 

L’ingresso al pubblico è possibile ogni martedì, giovedì e venerdì tra le 10.00 e le 13.00 e per entrare è necessaria una prenotazione. 

Data la delicatezza dei manufatti presenti, infatti, è preferibile che si entri a piccoli gruppi nelle sale. Inoltre, in alcuni periodi dell’anno, specialmente a maggio – mese dei musei – la struttura mette anche a disposizione una guida. Per chi vuole, invece, è disponibile anche un’app che vi darà tutte le informazioni necessarie. 

Catacombe San Gaudioso

Sarebbe difficile elencare qui tutti i motivi che rendono San Gaudioso un luogo più unico che raro. Non a caso, abbiamo dedicato a questo sito antichissimo e ricco di storia un articolo sul nostro blog.

Alcune particolarità per cui vale la pena aggiungerlo al proprio itinerario di viaggio: 

  • Si tratta del secondo cimitero paleocristiano più importante di Napoli
  • Come tanti luoghi di culto a Napoli, è un miscuglio di diversi stili architettonici, frutto della stratificazione di più epoche storiche. Al suo interno troviamo infatti elementi paleocristiani che convivono con affreschi e i mosaici altomedievali
  • Le catacombe erano destinate ad accogliere le spoglie di nobili e ecclesiastici nel Seicento, secondo una particolarissima modalità di sepoltura in voga all’epoca. Queste infatti avvenivano mediante la cosiddetta “scolatura” e culminavano con l’esposizione dei teschi su una parete col resto del corpo affrescato con abiti e oggetti che simboleggiavano chi fosse in vita il defunto.

Per saperne di più, non perderti la nostra guida a questo link!

L’Ipogeo dei Togati

Le catacombe Paleocristiane di San Gennaro e San Gaudioso non sono gli unici siti cimiteriali che è possibile ammirare nel Rione Sanità, e di certo non sono i più antichi. 

L’area dove sorge il quartiere era adibita alla sepoltura dei morti da molto prima, fin dall’età ellenistica!

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Al di sotto della pavimentazione delle cantine di un palazzo cinquecentesco nel rione è possibile ammirare una piccola ma preziosa testimonianza di quella che un tempo era la Necropoli Ellenistica di Neapolis

L’Ipogeo è visitabile prenotando una visita guidata con l’Associazione Celanapoli e se vuoi saperne di più, ti consigliamo quest’articolo di Ti Porto a Napoli. 

Ex Opg – Je so pazzo

Nel cuore del quartiere Materdei, in via Imbriani, si erge l’Ex Opg. Per decenni ospedale psichiatrico giudiziario, fino al 1999, anno della sua chiusura dopo una lenta dismissione avviata anni prima con l’introduzione della Legge Basaglia. In quell’occasione, la struttura fu completamente abbandonata

Di recente questo edificio storico è stato restituito al suo quartiere, trasformandosi in uno spazio di socialità. Il centro sociale al suo interno offre una serie di servizi di valore (prevenzione sanitaria, visite mediche e consulenze legali gratuite) al quartiere attraverso i suoi sportelli. 

Le sue mura racchiudono una storia molto triste, culminata però nel riscatto. Il gigantesco murales di Blu che ne ricopre la facciata esterna merita assolutamente una visita. 

La Suprema

Questo elegante palazzo signorile del quartiere Chiaia è stato a lungo una famosa casa di piacere. Fu chiusa nel 1958, con l’entrata in vigore della legge Merlin. 

Solo di recente, dopo che l’edificio ha versato per anni in stato di abbandono, un imprenditore lo ha acquistato per farne un hotel. 

Oggi è possibile visitarlo su appuntamento, contattando il personale dell’hotel. Nonostante i lavori di restauro, gli ambienti interni conservano ancora parati e tinte vermiglie che richiamano le atmosfere e lo stile dell’epoca. 

Tra gli elementi degni di nota che è possibile ammirare al suo interno, una splendida vetrata in stile liberty degli anni ‘30, fedelmente riportata al suo antico splendore durante i lavori di ristrutturazione. 

Palazzo Zevallos di Stigliano

Chiudiamo con Palazzo Zevallos di Stigliano, non propriamente un luogo insolito. A renderlo famoso è infatti il Martirio di Sant’Orsola, esposto al suo interno, l’ultima opera realizzata dal Caravaggio (abbiamo parlato delle sue opere che è possibile ammirare a Napoli in quest’articolo)

Ma associare questo splendido palazzo dal sapore liberty alla sola opera del Merisi sarebbe riduttivo. Le sue sale custodiscono infatti numerose opere d’arte. Ecco alcuni dei capolavori che è possibile ammirare al suo interno: 

La scultura di Vincenzo Gemito

“Scugnizzo”, “Testa di filosofo” e “Busto di fanciulla napoletana” sono alcuni dei busti modellati in terracotta della collezione dedicata a quest’artista dalla storia triste e tormentata: opere di un naturalismo crudo e spietato, ma che restituiscono un’immagine molto particolareggiata e struggente della Napoli popolare a cavallo tra il XIX e il XX secolo

L’Ottocento

Giacinto Gigante, Anton Sminck Pitloo e Nicola Palizzi sono alcuni dei grandi nomi che troverete nella Sala degli Uccelli, dove è possibile ammirare le opere delle scuole di pittura paesaggistica di Resina e di Posillipo

La pittura prospettica

Questa sezione ti regalerà un affresco avvincente di diversi luoghi che furono teatro di eventi storici o religiosi di rilievo, come è tipico della pittura prospettica. Alcuni dei grandi artisti le cui opere sono esposte in questa sala: Brancaccio, Mancini e Migliaro.

Conclusioni

Speriamo che questa lista di luoghi insoliti da vedere a Napoli abbia soddisfatto le tue aspettative. 

E se, mappa alla mano, stai già contrassegnando i diversi punti da inserire nel tuo itinerario, ti consigliamo di aggiungerne un altro: Napoliving! Le nostre camere si trovano infatti nel cuore del centro storico, a pochi passi da quasi tutti i luoghi citati in quest’articolo. 

All’interno della nostra struttura troverai tutto il necessario per rendere il tuo viaggio un’esperienza confortevole e rilassante. Il luogo ideale per godersi un po’ di meritato relax tra un’avventura e l’altra alla ricerca di luoghi insoliti da scoprire.

Provare per credere: prenota subito una delle nostre camere!