Il Rione Sanità è uno dei quartieri di Napoli più ricco di storia, leggende e tradizioni che riguardano il culto dei morti.

I napoletani hanno un legame particolare con l’aldilà, come ti avevamo già accennato nell’articolo del Cimitero delle Fontanelle, e in questa zona, c’è un miglio di strada che lo racconta benissimo.

L’itinerario del Miglio Sacro, ti permetterà di conoscere dei tesori del Rione Sanità, ammirando un patrimonio artistico e archeologico turisticamente poco pubblicizzato.

Noi di Napoliving ci teniamo a raccontartelo e consigliartelo, poiché parte importante della città, sicuramente una delle più emozionanti.

L’area del Rione Sanità può essere considerata la culla del culto dei defunti, celebrato con funzioni, azioni e rituali, che fondono insieme sacro e profano, religione e magia.

Percorrere il Miglio Sacro significa mettersi sulle tracce di una storia millenaria e dalle nostre camere, ti basteranno pochi minuti per raggiungere il punto di partenza di questo itinerario.

Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio

basilica di capodimonte

Il Miglio Sacro inizia dalla Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio, conosciuta come la “Chiesa di Capodimonte”, alla quale abbiamo dedicato un intero articolo di approfondimento.

Per raggiungerla, ti basterà prendere la metro, fermata Università, proprio accanto a Napoliving e scendere alla fermata Museo.

Qui potrai prendere un pullman tra 168, 178, C63, R4 fino alla fermata Basilica Incoronata.

Questa è la Basilica più recente della città, costruita tra il 1920 e il 1960, e dalla quale, attraverso il giardino, si può accedere alle Catacombe di San Gennaro.

La costruzione di questa imponente cattedrale fu un omaggio al miracoloso quadro della Madre del Buon Consiglio, dipinto nel 1884

Sembra che la Madonna presente nel dipinto sia riuscita per sua intercessione a mettere fine all’epidemia di colera e a fermare le ceneri del Vesuvio su Napoli nel 1906.

Molti pellegrini giungevano per ammirare l’opera miracolosa, quindi la Basilica fu costruita a custodia della tela, sulla base del modello di San Pietro a Roma.

La Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio è una visita da non perdere!

Catacombe di San Gennaro

Proprio accanto alla Basilica, si trova l’ingresso delle Catacombe di San Gennaro e anche per questo luogo di interesse turistico, troverai un articolo di approfondimento.

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La definizione più adatta a queste catacombe è che sono un viaggio sotterraneo nella storia della cristianità napoletana.

A partire dal II secolo d.C., dopo la deposizione di Sant’Agrippino primo patrono di Napoli, iniziarono gli ampliamenti di una cappella gentilizia, che in seguito ospitò anche la tomba di San Gennaro.

Così nacquero le catacombe, composte da due livelli non sovrapposti scavati in orizzontale.

All’interno, potrai ammirare preziosi mosaici sulle tombe dei primi vescovi di Napoli e affreschi provenienti dalle case di ricche famiglie napoletane.

Basilica di San Gennaro Extra Moenia

Basilica di San Gennaro Extra Moenia

Appena usciti dalle Catacombe (da quello che un tempo era l’ingresso) potrete ammirare uno dei luoghi di culto dimenticati, restituito da poco alla città: la Basilica di San Gennaro Extra Moenia.

Questa basilica paleocristiana subì la stessa sorte delle catacombe: entrambi i luoghi furono abbandonati dopo il furto delle spoglie di San Gennaro, nel V secolo d.C.

Nel XV secolo, fu ristrutturata adeguandola al gusto barocco dell’epoca e, in sostituzione del vicino Monastero, fu costruito un Ospedale per appestati, il San Gennaro dei Poveri.

Una volta dismesso, divenne un ospizio per meno abbienti.

Nei primi anni del ‘900, la Basilica subì un nuovo intervento per riportarla allo splendore originario, ma nonostante ciò venne relegata a deposito dell’ospedale.

Solo nel 2008, è finalmente stata restituita alla città come parte integrante e storicamente importante del quartiere.

Cimitero delle Fontanelle

Cimitero delle Fontanelle

Il Cimitero delle Fontanelle è uno dei luoghi simbolo del rapporto dei napoletani con i defunti.

La visita è un’esperienza dal forte impatto emotivo, tuttavia è un pezzo di puzzle importante per capire il legame di Napoli con l’aldilà.

Il Cimitero era in origine un’antica cava di tufo scavata nella collina di Materdei e divenne un ossario a metà del 1600, per la necessità di ospitare i resti delle vittime di peste e colera.

Verso la fine del 1800, si trasformò in un luogo di culto, grazie a padre Gaetano Barbati e alcuni fedeli, che riordinarono migliaia di ossa anonime.

Il vedere tutte quelle “anime pezzentelle” senza famiglia, spinse alcuni devoti ad adottarle, a tenerle pulite e deposte in teche protettive, in cambio di protezione e grazie.

Basilica di Santa Maria della Sanità

Basilica di Santa Maria della Sanità

La Basilica di Santa Maria della Sanità è conosciuta nel Rione Sanità come la Chiesa di San Vincenzo ‘O Munacone, per la presenza della statua di San Vincenzo Ferreri, frate domenicano e patrono del quartiere.

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La Basilica è a tutti gli effetti considerata un museo della pittura napoletana del XVII secolo.

Al suo interno, sono custoditi quadri di alto pregio artistico, come quelli di Luca Giordano e Andrea Vaccaro.

La Chiesa è anche scrigno della prima rappresentazione napoletana della Madonna con Bambino, salvata dalle Lave dei Vergini nel V-VI secolo d.C.

L’abside della Basilica è separata da un cancello dalla cripta paleocristiana, dalla quale si intravedono le Catacombe di San Gaudioso.

Catacombe di San Gaudioso

Catacombe di San Gaudioso

L’ampliamento delle Catacombe di San Gaudioso iniziò nel V secolo d.C. dopo la deposizione del vescovo Gaudioso.

Quando le spoglie del santo furono spostate all’interno delle mura di Napoli, furono dimenticate e abbandonate, riprendendo la loro funzione solo nel XVI secolo, quando fu ritrovata la Madonna della Sanità.

Le Catacombe di San Gaudioso custodiscono opere di alto valore come la statua tufacea di Gesù, l’affresco di Santa Caterina da Siena e testimonianze di rituali funerari del passato.

Leggi il nostro articolo di approfondimento a questo link.

Basilica di San Severo

Basilica di San Severo

La Chiesa di San Severo fuori le mura è conosciuta come la Basilica di San Severo alla Sanità ed è stata edificata nel XVI secolo sul sito cimiteriale voluto da San Severo.

La Basilica visibile attualmente fu costruita nel 1573 per volere dell’arcivescovo Carafa e restaurata nel 1680 dall’architetto Dioniso Lazzari.

Tuttavia solo nel 2017 è stata riportata al suo antico splendore, ritornando ad essere un centro di aggregazione per tutto il quartiere.

Il restauro ha coinvolto la cupola, la piazzetta antistante e la facciata, tornata al suo luminoso colore originario giallo e rosa.

La piazzetta ha accolto nuovi arredi urbani e il murale “Perseveranza” di Matu & Sal.

La cappella ospita dal 2020 “Figlio Velato”, scultura di Jago realizzata in marmo Danby del Vermont, raffigurante un bambino disteso coperto da un velo e ispirata al Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino.

Palazzo Sanfelice

Palazzo Sanfelice

Riscendendo nel cuore del Rione Sanità, ti imbatterai in uno dei capolavori architettonici del Barocco Napoletano, progettato da Fernando Sanfelice.

Potrai visitare il cortile interno di questo palazzo, realizzato a inizio Settecento, come residenza dell’architetto napoletano che lo progettò e dal quale prende il nome. 

Appena entrerai ti colpirà il grande effetto scenografico: l’edificio è composto da due corpi unificati dalla facciata e la sua particolarità è la scalinata interna ad ali di falco.

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Se hai visto la commedia “Questi Fantasmi” di Eduardo De Filippo, riconoscerai il cortile e il palazzo che ne hanno fatto da sfondo.

Palazzo dello Spagnuolo

Palazzo dello Spagnuolo

A pochissimi passi, troverai un altro degli edifici più famosi di Napoli, commissionato a Ferdinando Sanfelice dal marchese di Poppano, per unificare due palazzi ricevuti in dote: il Palazzo dello Spagnuolo.

La sua particolarità è la stessa del Palazzo Sanfelice, ovvero la scalinata a ali di falco, ornata con decorazioni a stucchi.

Il nome deriva dallo spagnolo Tommaso Atienza, che nel XIX secolo acquistò il palazzo.

Chiesa Santa Maria dei Vergini

Chiesa Santa Maria dei Vergini

Ti basterà appena un minuto a piedi per incontrare la Chiesa Santa Maria dei Vergini, sorta su un antico complesso ospedaliero, voluto dagli abitanti del Borgo dei Vergini nel 1326.

Fu poi ceduto ai frati Criciferi di San Cleto e quasi completamente distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale.

Si salvò il fonte battesimale, dove venne battezzato Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, caro ai residenti perché dedicò il suo ministero agli abitanti dei quartieri più poveri della Napoli settecentesca.

Dopo poco, al civico 109, potrai ammirare la casa natale del grande Totò, dove visse fino ai suoi 24 anni, prima di trasferirsi a Roma.

Porta San Gennaro

Porta San Gennaro

L’itinerario del Miglio Sacro si conclude in via Foria, davanti alla Porta San Gennaro, la più antica di Napoli.

Nel 928, era l’accesso alla città per chi arrivava da nord e un passaggio obbligatorio per raggiungere le Catacombe di San Gennaro.

Nel 1656, quando terminò la peste che colpì duramente Napoli, fu aggiunta un’edicola affrescata come ex-voto, raffigurante San Gennaro, Santa Rosalia e San Francesco che pregano per la fine dell’epidemia.

Siamo così giunti al termine del nostro percorso, che speriamo ti abbia incuriosito e ispirato.

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