La collina del Vomero custodisce uno dei tesori più preziosi della città: la Certosa di San Martino. Mentre molti turisti scelgono di restare tra i vicoli del centro storico o sul lungomare, salire verso la parte alta di Napoli offre un’esperienza che unisce arte, storia e una vista mozzafiato che non ha eguali. Accanto al possente Castel Sant’Elmo, la Certosa si erge come un simbolo di raffinatezza, un luogo dove il silenzio dei chiostri incontra l’esuberanza del barocco napoletano.

Noi di Napoliving amiamo consigliare ai nostri ospiti questa tappa, non solo per la sua bellezza oggettiva, ma perché rappresenta la vera essenza di Napoli: una stratificazione infinita di culture e stili.

In questo articolo vi guideremo alla scoperta di ogni angolo di questo complesso monumentale, svelandone i segreti e fornendoti tutte le informazioni pratiche per una visita indimenticabile.

Certosa di San Martino: dalle origini angioine al Barocco

La storia della Certosa ha inizio nel 1325, quando Carlo d’Angiò, duca di Calabria e primogenito di Roberto d’Angiò, decise di far erigere un monastero per l’ordine dei certosini sulla sommità del colle di Sant’Erasmo. Gli architetti originari furono Tino di Camaino e Francesco di Vito, gli stessi che in quegli anni lavoravano al vicino castello di Belforte, oggi noto come Castel Sant’Elmo.

Nonostante l’inaugurazione ufficiale sia avvenuta nel 1368 sotto il regno della regina Giovanna I d’Angiò, della struttura gotica trecentesca rimane oggi ben poco, se non negli affascinanti sotterranei. La veste attuale del complesso si deve alla profonda trasformazione avvenuta tra la fine del XVI e il XVII secolo.

Fu in questo periodo che architetti come Giovanni Antonio Dosio e soprattutto Cosimo Fanzago plasmarono la Certosa secondo i canoni del Barocco napoletano, rendendola uno dei complessi religiosi più importanti ed estesi della città.

Chiesa della Certosa: un trionfo di marmi e luce

Il cuore pulsante dell’intero complesso è senza dubbio la Chiesa, considerata uno dei vertici dell’arte del Seicento in Italia. Appena varcata la soglia, si viene accolti da un’esplosione di decorazioni marmoree, affreschi e sculture che lasciano senza fiato. La navata unica, con le sue otto cappelle laterali, è interamente rivestita da incredibili tarsie marmoree che creano un gioco cromatico unico.

La volta e gli affreschi di Giovanni Lanfranco

Alzando lo sguardo, l’attenzione è catturata dal ciclo pittorico della volta, opera del pittore emiliano Giovanni Lanfranco tra il 1336 e il 1339. I suoi affreschi narrano l’Ascensione di Cristo, avvolgendo lo spettatore in un tripudio di luce dorata.

I tesori artistici delle cappelle

Ogni cappella è un museo a sé stante. Nella Cappella di San Gennaro, potrete ammirare le opere di Battistello Caracciolo e Domenico Antonio Vaccaro. La Cappella di San Bruno, invece, ospita splendidi dipinti di Massimo Stanzione, che raccontano la vita del fondatore dell’ordine. Non mancano contributi di artisti del calibro di Jusepe de Ribera, le cui tele raffiguranti Mosè ed Elia adornano la controfacciata.

L’Altare Maggiore e il Coro dei Monaci

L’altare maggiore è una curiosità artistica: sebbene sembri fatto di marmi pregiati, è in realtà un modello in legno dorato e dipinto, progettato da Francesco Solimena nel 1705 come prototipo per una versione in marmo che non fu mai realizzata. Alle sue spalle si apre il profondo coro ligneo del 1629, dove i monaci si riunivano in preghiera.

I Chiostri: oasi di silenzio e architettura

La Certosa di San Martino si articola attorno a due splendidi chiostri, che offrono atmosfere molto diverse tra loro.

  • Il Chiostro dei Procuratori: Progettato da Giovanni Antonio Dosio dopo il 1590, è caratterizzato dall’alternanza tra il marmo bianco e la pietra grigia di piperno. Al centro svetta un monumentale pozzo opera di Felice De Felice.
  • Il Chiostro Grande: È uno dei luoghi più iconici di Napoli. Le sue lunghe arcate in marmo bianco contrastano magnificamente con i colori del pavimento. Qui si trovano le antiche celle dei monaci, che godevano di una vista privilegiata sul golfo. Un elemento di forte impatto è il cimitero dei certosini, delimitato da una balaustra barocca decorata con teschi e ossa, opera di Cosimo Fanzago.
Napoli dall'alto: Certosa di San Martino

Museo Nazionale di San Martino

Inaugurato ufficialmente nel 1866, il museo ospitato all’interno della Certosa è stato definito “un museo nel museo” per la straordinaria ricchezza delle sue collezioni. Il percorso espositivo è diviso in numerose sezioni che raccontano l’evoluzione culturale e artistica di Napoli dal periodo borbonico al post-unitario.

La Sezione Presepiale e il Presepe Cuciniello

Il fiore all’occhiello del museo è la più grande raccolta presepiale d’Italia. Qui potrete ammirare il celebre Presepe Cuciniello, un capolavoro del Settecento composto da ben 800 statuine. La minuzia dei dettagli e l’ambientazione scenografica lo rendono una tappa obbligatoria per chiunque visiti la città.

La Sezione Navale e le Carrozze

Al piano terra, la Sala delle Carrozze ospita la “Carrozza degli eletti”, la più antica della città, utilizzata durante le cerimonie ufficiali. La Sezione Navale espone invece imbarcazioni storiche, tra cui la magnifica gondola reale di Carlo di Borbone.

La Galleria dell’Ottocento

Al secondo livello si trova una vasta galleria con circa 950 dipinti, che racchiude il meglio della produzione dei pittori della “Scuola di Posillipo”, come Giacinto Gigante e Domenico Morelli.

I Giardini Pensili e la vista panoramica

Non si può dire di aver visitato la Certosa senza essersi concessi una passeggiata nei suoi giardini pensili. Con una superficie di circa 7 ettari, questi giardini terrazzati degradano dolcemente verso il mare, seguendo la logica del giardino barocco.

Originariamente destinati alla coltivazione di erbe curative per la farmacia del monastero, oggi offrono uno dei punti panoramici più spettacolari sul Golfo di Napoli e sul Vesuvio. È il luogo ideale per godersi il silenzio, lontano dal caos cittadino, magari attendendo l’ora del tramonto quando la città si tinge di colori caldi.

Sotterranei Gotici: le fondamenta invisibili

Per chi desidera approfondire l’anima più antica della Certosa, i sotterranei gotici (aperti al pubblico solo dal 2015) rappresentano un’esperienza suggestiva. Si tratta delle fondamenta trecentesche scavate direttamente nella roccia di tufo, con pilastri e volte ogivali alti oltre 15 metri. In questi spazi sono custodite circa 150 opere, tra cui sculture e epigrafi che vanno dal XIII al XVII secolo, come la statua di Maria di Valois o il San Francesco in estasi di Giuseppe Sanmartino.

Informazioni pratiche per la visita

Pianificare correttamente la visita è fondamentale per godersi appieno le meraviglie di San Martino.

  • Indirizzo: Largo San Martino, 5, Napoli.
  • Orari di apertura: Tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.30). Chiuso il mercoledì.
  • Biglietti: ti consigliamo di acquistare la visita guidata alla Certosa di San Martino e Castel Sant’Elmo in questo sito;
  • Come arrivare: La Certosa è facilmente raggiungibile con i trasporti pubblici:
    • Funicolare Centrale: Fermata Piazza Fuga.
    • Funicolare di Montesanto: Fermata Morghen (la più vicina, a circa 650 metri).
    • Funicolare di Chiaia: Fermata Cimarosa.
    • Metropolitana Linea 1: Fermata Vanvitelli.
    • Autobus: La linea V1 ferma direttamente nel piazzale.

Perché scegliere Napoliving per il tuo soggiorno a Napoli

Stanza Amalfi Napoliving
Camera Amalfi Napoliving

Soggiornare presso Napoliving offre un vantaggio strategico imbattibile per chi desidera esplorare sia la zona alta che il centro storico della città. La nostra struttura si trova a breve distanza dalla fermata Università e dalla Funicolare Centrale, permettendoti di raggiungere il Vomero e la Certosa di San Martino in pochissimi minuti, senza lo stress del traffico.

Dopo una giornata trascorsa tra i tesori barocchi e le vedute panoramiche, potrai tornare nel comfort delle nostre camere, progettate per offrirti relax e praticità. Saremo lieti di accoglierti e fornirti tutti i suggerimenti necessari per rendere il tuo viaggio a Napoli un’esperienza davvero speciale.

FAQ: Domande frequenti

1. Quanto tempo ci vuole per vedere la Certosa di San Martino?

Vista la vastità del complesso e del museo, si consiglia di dedicare almeno 2-3 ore alla visita per ammirare con calma le opere e godersi il panorama dai giardini.

2. Come arrivare alla Certosa di San Martino?

Il modo più comodo è utilizzare le funicolari (fermata Morghen o Piazza Fuga) o la Metropolitana Linea 1 (fermata Vanvitelli) e proseguire con una breve passeggiata attraverso il quartiere Vomero. In alternativa, la linea autobus V1 arriva direttamente al piazzale

3. Cosa c’è da vedere nella Certosa di San Martino?

All’interno troverete la splendida Chiesa barocca, i due chiostri (Grande e dei Procuratori), il Museo Nazionale con la sezione presepiale (Presepe Cuciniello), la sezione navale, le carrozze storiche e i giardini pensili panoramici.

Nota: Le informazioni possono subire variazioni. Si consiglia sempre di verificare sui siti ufficiali prima della visita.