Napoli è una città che non si limita a essere visitata, ma che pretende di essere vissuta con tutti i sensi. Immagina di svegliarti in una delle camere di Napoliving, accogliente e profumata, per poi immergerti tra le strade, verso il lungomare, dove apparirà l’orizzonte dominato da una sagoma inconfondibile: il Castel dell’Ovo.
Questa fortezza, la più antica di Napoli, non è solo un monumento, ma un guardiano silenzioso che racchiude millenni di segreti, miti e una storia che affonda le radici nella fondazione stessa della città.
Soggiornare da noi significa trovarsi nel punto di partenza ideale per scoprire questo gigante di tufo che, dopo un periodo di attesa, si prepara finalmente a svelare nuovamente le sue meraviglie ai viaggiatori più curiosi.
Di cosa parliamo in questo articolo
- Il fascino senza tempo di Castel dell’Ovo e la sua attesa riapertura
- Tra mito e leggenda: il segreto dell’uovo di Virgilio a Castel dell’Ovo
- Dalla villa di Lucullo alle prigioni di Stato: la storia millenaria di Castel dell’Ovo
- Un’esperienza sensoriale tra il Borgo Marinari e le terrazze di Castel dell’Ovo
- Guida pratica per visitare Castel dell’Ovo: orari, accessi e consigli
Il fascino senza tempo di Castel dell’Ovo e la sua attesa riapertura
C’è un’elettricità speciale nell’aria di Napoli ultimamente, una sensazione di attesa che avvolge il lungomare di via Partenope. Il motivo? La tanto sospirata riapertura di Castel dell’Ovo.
Dopo la chiusura forzata causata dalle violente mareggiate del gennaio 2023, la città si prepara a riappropriarsi del suo simbolo più iconico. La data fissata per questo grande ritorno è la Pasqua, un momento di rinascita che vedrà il castello tornare al centro della vita culturale napoletana.
Negli ultimi mesi, i lavori sono stati frenetici: sono stati rimossi i ponteggi e ultimati gli interventi impiantistici per rendere la struttura non solo sicura, ma splendente. Sebbene alcune aree come il Ramaglietto continueranno a essere oggetto di restauro, l’obiettivo è restituire ai visitatori la possibilità di camminare tra quegli spalti che hanno visto passare secoli di storia.
Visitare il Castel dell’Ovo durante la sua fase di riapertura è un’occasione unica per vivere il castello in una veste rinnovata. La notizia più entusiasmante per i viaggiatori è che, almeno per il 2026, non è prevista l’introduzione di un biglietto d’ingresso, mantenendo viva la tradizione di un luogo accessibile a tutti, a differenza di altri siti cittadini.
Questo sforzo di rilancio non è casuale: Napoli si sta preparando a eventi di portata internazionale, come la Coppa America, e il castello fungerà da hub di riferimento e palcoscenico naturale per il mondo intero.
Passeggiare lungo l’istmo che lo collega alla terraferma, sentendo il profumo del sale e il rumore delle onde, è un’esperienza che nessun appassionato di viaggi autentici dovrebbe farsi scappare. È il cuore di una Napoli che guarda al futuro senza dimenticare il suo passato millenario.
Tra mito e leggenda: il segreto dell’uovo di Virgilio a Castel dell’Ovo
Se chiedi a un napoletano perché questa fortezza si chiami così, non aspettarti una spiegazione architettonica noiosa, ma un racconto che mescola magia e destino.
La leggenda più celebre vuole che il poeta latino Virgilio, considerato nel Medioevo un potente mago, abbia nascosto nelle segrete dell’edificio un uovo magico. Quest’uovo, custodito in una caraffa d’acqua protetta da una gabbia di ferro, avrebbe il compito di sostenere l’intera fortezza.
Si dice che se l’uovo dovesse rompersi, non solo il castello crollerebbe, ma una serie di catastrofi si abbatterebbe sull’intera città di Napoli. Questo legame esoterico è così radicato che nel XIV secolo, quando un terremoto fece crollare l’arco dell’istmo, la regina Giovanna I dovette giurare solennemente di aver sostituito l’uovo per evitare il panico tra la popolazione.
Ma le suggestioni non finiscono qui. Alcuni raccontano che l’uovo sia legato al mito delle sirene. Si narra che la sirena Partenope, morendo di dolore per non aver incantato Ulisse, si sia lasciata andare alla deriva fino a depositare un uovo sugli scogli di Megaride, proprio dove oggi sorge il Castel dell’Ovo.
Oltre al mito, esiste però una spiegazione più “terrena”: il nome potrebbe derivare semplicemente dalla forma ovulare dell’isolotto o dalla struttura data al castello da Ruggero il Normanno nel XII secolo.
Eppure, camminando nei corridoi bui e tra le mura spesse, è difficile non lasciarsi suggestionare dall’idea che il destino di una metropoli intera dipenda davvero da quel guscio fragile e misterioso nascosto nel ventre della roccia. È questa l’anima di Napoli: un luogo dove la realtà si fonde indissolubilmente con la leggenda.
Dalla villa di Lucullo alle prigioni di Stato: la storia millenaria di Castel dell’Ovo
L’isolotto di Megaride, su cui sorge il castello, è il luogo dove tutto ha avuto inizio. Qui, nell’VIII secolo a.C., i Cumani fondarono il primo nucleo di Partenope.
Secoli dopo, nel I secolo a.C., il generale romano Lucio Licinio Lucullo scelse questo angolo di paradiso per costruire una villa leggendaria, il Castrum Lucullanum, dotata di una biblioteca immensa e di giardini esotici dove si coltivarono per la prima volta in Italia ciliegi e peschi.
Ma la storia ha anche i suoi lati oscuri: proprio in queste mura, nel 476 d.C., fu esiliato Romolo Augusto, l’ultimo imperatore romano d’Occidente, segnando simbolicamente la fine di un’era e l’inizio del Medioevo. Da residenza di lusso a prigione dorata, il castello ha visto il passaggio di ogni epoca.
Nel corso dei secoli, il Castel dell’Ovo si è trasformato continuamente. Divenne un cenobio per i monaci basiliani, poi una fortezza normanna sotto Ruggero il Normanno e una residenza reale per gli Svevi e gli Angioini. Con il tempo, la sua funzione divenne sempre più militare e repressiva.
Sotto i viceré spagnoli e i Borbone, le sue sale ospitarono prigionieri illustri come il filosofo Tommaso Campanella e i patrioti del Risorgimento, tra cui Luigi Settembrini e Francesco De Sanctis. Ogni pietra del castello sembra trasudare le storie di re, prigionieri e monaci.
Esplorare i suoi spazi, come la Sala delle Colonne (antico refettorio monastico che riutilizza colonne della villa di Lucullo), significa fare un viaggio nel tempo che copre oltre duemila anni di civiltà.
Un’esperienza sensoriale tra il Borgo Marinari e le terrazze di Castel dell’Ovo
Passeggiare verso il Castel dell’Ovo significa immergersi in un’atmosfera vibrante che stimola ogni senso. Prima ancora di varcare la soglia del castello, vi ritroverete nel Borgo Marinari, un porticciolo incantevole nato intorno allo scoglio di Megaride. Qui l’aria profuma di mare e di cucina tipica, con i tavolini all’aperto di ristoranti storici.
Il borgo, animato da circoli nautici e bar, è il luogo perfetto per osservare la vita che scorre lenta, tra le barche dei pescatori che dondolano e il castello che si staglia maestoso contro il cielo. È una piccola oasi di pace, un borgo nel borgo, dove il tempo sembra essersi fermato.
Una volta entrati nel castello, l’esperienza culmina con la salita alle sue terrazze panoramiche. Da qui, lo sguardo abbraccia l’intero Golfo di Napoli: da una parte la collina di Posillipo e il profilo di via Partenope, dall’altra l’imponenza del Vesuvio che sorveglia la costa.
È il luogo ideale per catturare immagini indimenticabili o semplicemente per restare in silenzio ad ascoltare il richiamo dei gabbiani e il fruscio del vento tra le vecchie batterie di cannoni. All’interno, non dimenticare di cercare la Sala Sirena, scavata direttamente nel tufo, o la suggestiva Chiesa di San Salvatore, testimone della presenza monastica medievale con i suoi affreschi. Ogni angolo del castello offre uno scorcio diverso, un dettaglio architettonico che racconta una Napoli stratificata e bellissima, capace di togliere il fiato a ogni passo.
Guida pratica per visitare Castel dell’Ovo: orari, accessi e consigli
Pianificare una visita al Castel dell’Ovo è semplice, ma richiede qualche piccolo accorgimento per godersi al meglio l’esperienza.
Il castello si trova in via Eldorado 3, proprio alla fine del ponte che lo collega a via Partenope. Come accennato, la riapertura è prevista per Pasqua e l’accesso sarà, salvo cambiamenti dell’ultima ora, gratuito.
Un consiglio: cerca di visitarlo durante le ore del tramonto. Quando la luce dorata colpisce il tufo giallo del castello, l’intera struttura sembra accendersi, offrendo uno spettacolo cromatico che non ha eguali in città. È anche il momento meno affollato, ideale per godersi la pace delle terrazze prima che il Borgo Marinari si animi per la serata.
Raggiungere questa meraviglia dalla nostra struttura, Napoliving, è estremamente facile e ti permetterà di godere di una piacevole passeggiata nel cuore della città. Potrai prendere la Metro Linea 1 e scendere alla fermata Municipio. Da lì, con una camminata di circa 15-20 minuti che attraversa Piazza Municipio e costeggia il Maschio Angioino e il Palazzo Reale, arriverai sul lungomare.
In alternativa, se ami camminare, l’intero tragitto a piedi dal centro ti permetterà di respirare l’anima di Napoli, passando per le zone più eleganti fino a sentire la prima brezza marina.
Ricorda sempre di consultare il sito ufficiale del Comune per eventuali aggiornamenti sugli orari, dato che i lavori di restauro potrebbero limitare temporaneamente l’accesso ad alcune sale interne.
Napoli è un mosaico di emozioni e il Castel dell’Ovo ne è la tessera più antica e splendente. Dopo aver esplorato le sue leggende e ammirato i suoi panorami, non c’è niente di meglio che tornare al comfort di Napoliving. Immagina di concludere la giornata rilassandoti in una camera insonorizzata e climatizzata, magari sorseggiando un tè preparato con il kit in dotazione, mentre ripensi alle storie dell’uovo di Virgilio.
Le nostre 5 stanze sono pensate per farti sentire parte di questa terra meravigliosa, offrendoti tutto ciò di cui hai bisogno: Wi-Fi gratuito, minibar e quella cortesia tipicamente napoletana che renderà il tuo soggiorno indimenticabile.
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Sara Daniele, copywriter, blogger, travel marketer. Laureata in Lingue e Letterature Straniere. Napoletana di origine e di indole, ho vissuto per due mesi a Londra e una parte del mio cuore è rimasta lì. Mi sento cittadina del mondo, ma l’odore del caffè mi riporta sempre a casa. Ho trovato la mia dimensione nel blogging e nei social media, perché uniscono le tre cose che più mi piacciono: le parole, le connessioni umane e la comunicazione.
