Quando arrivi a Napoli i luoghi di interesse da visitare sono davvero tanti e spesso l’itinerario organizzato volge sempre ai monumenti più famosi.

Esiste un posto suggestivo e inusuale da vedere durante tutto l’anno, ma in particolar modo nel periodo di ottobre e novembre, quando la sua storia travagliata e le sue leggende misteriose lo rendono adatto alle giornate di Halloween, di Ognissanti e della commemorazione dei defunti.

Stiamo parlando dello storico Palazzo Donn’Anna, affacciato a picco sul mare, in una caletta dall’atmosfera seducente, dove si mimetizza da secoli.

La zona è quella di Via Posillipo, precisamente a Largo Donn’Anna e ti consigliamo di inserirlo nelle tappe del tuo viaggio a Napoli, ricordandoti che nei pressi potrai anche trovare Pausilya, le terme di questa zona.

Scopri con noi la storia e le leggende di Palazzo Donn’Anna, leggendo il nostro articolo.

Palazzo Donn’Anna: storia e leggende

Case stregate a Napoli: Palazzo Donn'Anna

Si tratta di una delle case stregate di Napoli più famose, forse la più famosa in assoluto. 

La sua storia è intrisa di racconti, leggende, miti che si intrecciano e abbracciano la realtà.

La confusione dell’origine del palazzo deriva dal suo nome e da quello dell’effettiva proprietaria.

Andiamo con ordine.

Questo edificio intreccia il vissuto di due nobildonne che lo utilizzarono e dalle loro abitudini eccentriche e disinibite: la regina Giovanna II D’Angiò e la duchessa Donna Anna Carafa.

La Regina Giovanna II D’Angiò e i suoi amanti

La regina Giovanna visse nel Regno di Napoli intorno al 1400 ed è ricordata anche per la sua passione nel circuire giovani ragazzi.

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Proprio questo desiderio la portava a cercare posti lontano da occhi indiscreti per vivere le sue fughe d’amore senza mettere a rischio la sua reputazione.

Palazzo Donn’Anna era tra i luoghi preferiti poiché aveva un doppio ingresso: via mare per attraccare le barche e via terra dalla discesa di Posillipo.

La leggenda narra che nel quartiere di Santa Lucia, all’epoca della regina Giovanna, viveva un pescatore di nome Beppe, conosciuto per le sue abilità amatorie.

La regina volle testare personalmente le doti passionali del pescatore incontrandolo a Palazzo Donn’Anna e la fine del giovane fu la stessa degli altri amanti

Dopo una notte di amore, la regina li lanciava dalla finestra, uccidendoli, in modo che non potessero rivelare nulla.

Pare che ancora oggi le loro anime si aggirino di notte nell’edificio emettendo strani lamenti.

La duchessa Donna Anna Carafa e la sua gelosia

Durante il 1600, il palazzo fu acquistato dalla famiglia Carafa di Stigliano, diventando parte della dote della duchessa Donna Anna Carafa, sposa del vicerè di Napoli Ramiro Felipe Nùñez de Guzmàn.

Nel 1642, la duchessa commissionò i lavori di restauro dell’interno dell’edificio all’architetto Cosimo Fanzago, che realizzò un progetto basato sui canoni del Barocco Napoletano.

L’opera restò incompiuta a causa della prematura morte di Donn’Anna, avvenuta in un contesto di insorgenza popolare durante la temporanea caduta del viceregno spagnolo.

La leggenda narra che la duchessa amava organizzare a palazzo bellissimi ricevimenti per la nobiltà spagnola e napoletana, durante i quali veniva allestito anche un teatrino.

Gli attori degli spettacoli erano i nobili stessi e, una sera, durante uno di questi la bella Donna Mercedes de las Torres recitava il ruolo della schiava innamorata del suo padrone, interpretato da Gaetano di Casapesenna, amante di Donna Anna.

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Nella scena finale i due si baciarono appassionatamente e questo scatenò la feroce gelosia della duchessa, che nei giorni successivi affrontò con aggressività Donna Mercedes, finché la giovane scomparve misteriosamente.

Gaetano cercò Mercedes ovunque, fino a quando non morì in battaglia, ma qualcuno giura che in alcune notti si possa vedere il fantasma della duchessa Anna inseguire quelli dei due poveri amanti che si cercano ancora disperatamente.

Questa storia viene raccontata anche da Matilde Serao nel suo libro “Leggende Napoletane”.

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Oggi Palazzo Donn’Anna appare come un edificio in rovina affacciato sul mare, ma la sua architettura incompiuta dona un fascino misterioso degno del luogo nel quale si trova.

All’interno è suddiviso in appartamenti ad uso privato, quindi è visibile sono all’esterno.

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