Visitare Napoli è una meraviglia continua, perché ogni angolo saprà stupirti e lasciarti ricordi stupendi.

Una città caotica, rumorosa, allegra, che sa ospitarti come fossi a casa tua e metterti a tuo agio tra il profumo del mare e il calore del sole sulla pelle.

Napoli scalda il cuore con la sua immensa bellezza e quando hai solo un giorno per visitarla, devi selezionare bene le cose da fare.

Abbiamo pensato di realizzare un itinerario a piedi per permetterti di organizzare al meglio cosa vedere a Napoli in un giorno.

Partendo dalle nostre camere di Napoliving, ci concentreremo sulle attrazioni turistiche più vicine a noi, per una passeggiata alla scoperta dei luoghi di interesse più conosciuti.

Piazza Municipio: il Maschio Angioino e la Fontana del Nettuno

Le nostre camere sono molto vicine a Piazza Municipio, circa 700 metri a piedi, una delle piazze più importanti di Napoli per la vicinanza al porto e per la presenza dell’imponente Maschio Angioino.

Il nome attuale della piazza deriva dal palazzo dove ha sede la municipalità cittadina, ma in passato Piazza Municipio era conosciuta come Largo di Castello.

La prima conformazione del largo fu realizzata dopo il 1537, quando venne terminata la nuova cinta muraria, in sostituzione di quella aragonese.

Fu solo il principio, poiché la grande sistemazione dello spiazzo, durata fino all’Unità d’Italia, fu progettata verso la fine del cinquecento da Domenico Fontana, con un’opera di spianamento dell’area, che la rese fruibile al popolo.

Nel corso dei secoli, la piazza ha subito tantissimi cambiamenti, fino a raggiungere l’attuale conformazione, dovuta anche alla fine dei lavori per gli scavi della metropolitana.

Piazza Municipio è circondata da bellissimi edifici storici, come quello del Teatro Mercadante e il Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, nel quale è inglobata la Basilica di San Giacomo degli Spagnoli.

Fontana del Nettuno

Al centro dei giardinetti antistanti il Municipio, potrai ammirare e fotografare la stupenda monumentale Fontana del Nettuno, chiamata anche Fontana Medina.

Voluta dal viceré Enrique de Guzmán, conte di Olivares, governante a Napoli dal 1595 al 1599, fu realizzata sotto la direzione di Domenico Fontana.

La Fontana del Nettuno ha forma circolare, con quattro gradinate opposte le une alle altre e ornate da viticci a traforo, sui quali sono posti 4 leoni.

Tra le zampe hanno lo scudo della città e del duca di Medina e di Carafa e dalle loro bocche sgorga l’acqua.

Alle spalle dei leoni, ci sono delfini che cavalcano tritoni e due mostri marini che versano acqua nella vasca centrale: stai guardando una composizione ad opera di Pietro Bernini, padre di Gian Lorenzo.

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Al centro della fontana, due ninfe e due satiri reggono tutti insieme sulla testa una coppa sulla quale troneggia Nettuno con il suo tridente.

Castel Nuovo, altrimenti noto come Maschio Angioino

Ovviamente, nonostante questa piazza ne abbia di storie da raccontare, il tuo sguardo sarà attratto dall’imponenza del Castel Nuovo, conosciuto come Maschio Angioino.

Simbolo della città, è un castello medievale e rinascimentale, che deve la costruzione del suo nucleo originario a Carlo I d’Angiò, in seguito al trasferimento della capitale del Regno da Palermo a Napoli nel 1266.

Attualmente, all’interno del Maschio Angioino, è presente un percorso museale inaugurato nel 1990, che dalla trecentesca Cappella Palatina, passa per la Sala dell’Armeria fino a raggiungere il primo e il secondo livello del castello.

Al primo piano, potrai ammirare dipinti di importanti artisti caravaggeschi, come Battistello Caracciolo e Fabrizio Santafede, e anche di famosi esponenti del barocco napoletano, come Luca Giordano, Francesco Solimena e Mattia Preti

Al secondo piano, sono esposte opere che spaziano dal XVIII al XX secolo,  mentre altre sale del castello, come la Sala Carlo V e la Sala della Loggia, sono destinate a mostre temporanee.

Proseguendo la tua passeggiata in direzione Piazza Plebiscito, incontrerai il Teatro San Carlo e la Galleria Umberto I.

Teatro San Carlo e Galleria Umberto I

Da Piazza Municipio, continua a camminare  verso Piazza Trieste e Trento.

Poco prima di raggiungerla alla tua sinistra, avrai il Teatro San Carlo e alla tua destra, uno degli ingressi della Galleria Umberto I.

Teatro San Carlo di Napoli

Il Teatro San Carlo è uno dei teatri lirici più famosi al mondo e il più antico ancora attivo!

Fu fondato nel 1737 e aveva una capacità di 3.285 posti a sedere, ridotta a 1.386 nel corso degli anni.

Molti teatri hanno provato ad imitare la struttura e lo stile del Teatro San Carlo, ma attualmente, possiamo dire con orgoglio, che è ancora il palcoscenico preferito in Italia da molti cantanti lirici e famosi attori teatrali.

Nel 1817, Stendhal scrisse: “Non c’è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea.”

Galleria Umberto I

Di fronte all’entrata del San Carlo, troverai uno dei 4 ingressi della Galleria Umberto I, una galleria commerciale costruita tra il 1887 e il 1890.

La zona nella quale sorge era nel XVI secolo un groviglio di vicoli sovraffolati di pessima fama, dove sorgevano taverne e case di malaffare.

Non c’è da meravigliarsi che tra il 1835 e il 1884, scoppiarono in questa area ben 9 epidemie di colera, che portarono ad un intervento governativo per risanare la città.

Il progetto risultato vincente per questa zona, fu quello della costruzione di una galleria a quattro braccia, coperta da una cupola.

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Attualmente, l’interno della Galleria Umberto I ha recentemente subito un intervento di restauro, che ha riportato all’aspetto originario le sculture decorative, gli imponenti busti e le caratteristiche decorazioni liberty.

Caffè Gambrinus

Dopo aver visitato la Galleria, esci su Piazza Trieste e Trento per goderti un caffè nel famoso Caffè Gambrinus, storico locale arredato in stile liberty.

All’interno conserva stucchi, statue e quadri della fine dell’Ottocento, realizzate da importanti artisti napoletani.

Il Gran Caffè Gambrinus è stato la tappa di molti “Gran Tour”, viaggi di iniziazione culturale intrapresi dai giovani aristocratici europei, tra il 1600 e il 1700.

Dopo aver preso il caffè, passeggia fino a Piazza Plebiscito, proprio lì accanto.

Piazza Plebiscito e il Palazzo Reale

Piazza Plebiscito è uno dei simboli di Napoli, sulla quale affacciano la Basilica di San Francesco di Paola, il Palazzo Reale, il Palazzo della Prefettura e il Palazzo di Salerno.

L’area è pedonale e ti consigliamo di fermarti ad ammirare:

  • le statue dei re di Napoli nelle otto nicchie costruite da Vanvitelli sulla facciata del Palazzo Reale;
  • le maestose statue equestri di Carlo III e Ferdinando I, realizzate la prima da Canova e la seconda, il cavallo da Canova prima della sua morte, e poi terminata dal suo allievo Antonio Calì.

Dalla piazza, accanto al Palazzo Reale potrai vedere il Vesuvio dal piccolo belvedere affacciato sul lungomare.

Palazzo Reale

Avendo poco tempo ti consigliamo di goderti solo per un attimo il panorama e proseguire poi nella visita al Palazzo Reale.

Progettato nel 1600 da Domenico Fontana e completato, tra gli altri, da Luigi Vanvitelli, fu la residenza dei viceré spagnoli per oltre 150 anni.

Attualmente è sede della Biblioteca Nazionale, un luogo molto suggestivo, tuttavia sono ancora visitabili gli appartamenti reali e i giardini.

Uscito da Palazzo Reale, ritorna su Piazza Trieste e Trento per imboccare Via Toledo.

Via Toledo e la metropolitana più bella d’Europa

Una delle principali arterie di Napoli, famosa per lo shopping e il passeggio, è Via Toledo, conosciuta anche come Via Roma, dove troverai tantissimi negozi delle più grandi marche.

Fu commissionata dal viceré Pedro Alvarez de Toledo nel 1536 e attualmente è un’area pedonale fino a Via Armando Diaz, fiancheggiata da edifici storici, palazzi nobiliari, chiese e negozi.

Citiamo tra i tanti:

  • il monumentale Palazzo Zevallos, che ospita la galleria museale, compresa nelle gallerie d’Italia di proprietà del gruppo Intesa Sanpaolo;
  • la Chiesa di San Nicola alla Carità, che custodisce al suo interno opere dei maggiori pittori del Settecento napoletano.

Passeggiando per Via Toledo dai un’occhiata nei vicoli che la fiancheggiano, perché ti regaleranno scorci indimenticabili e tanto folklore napoletano, come quello dei Quartieri Spagnoli.

Questa zona sta vivendo una riabilitazione turistica da quando è stata aperta nei pressi la stazione della metropolitana di Via Toledo, riconosciuta come la più bella d’Europa.

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La stazione è a tema marino, infatti ti sembrerà di camminare sott’acqua e verrai accolto da musica classica, luci e mosaici blu e bianchi.

Scendendo le scale mobili, ti inoltrerai nella galleria del mare di Bob Wilson: un ambiente mosaicato a motivi marini, dove sono presenti riferimenti acquatici.

Proseguendo a piedi per Via Toledo, raggiungerai Piazza Dante.

Piazza Dante e Port’Alba

Piazza Dante è una delle piazze più famose di Napoli e, soprattutto, del centro storico della città.

Rappresenta l’inizio di Via Toledo e, grazie all’ingresso di Port’Alba, si collega al Decumano Maggiore.

Fino al 1588, era conosciuta come Largo Mercatello, per differenziarla dal mercato più grande e antico di Piazza Mercato.

L’attuale conformazione della piazza fu raggiunta nella seconda metà del 1700, grazie all’architetto Luigi Vanvitelli, al quale fu commissionato il “Foro Carolino”, monumento celebrativo del sovrano Carlo di Borbone.

Il risultato fu un grande emiciclo, che inglobava Port’Alba, da un lato e la Chiesa di San Michele, dall’altro.

Dal 1834, la nicchia centrale della struttura costituì l‘ingresso al convitto dei gesuiti, divenuto nel 1861 Convitto nazionale Vittorio Emanuele II.

Il Largo prenderà il nome di Piazza Dante nel 1871, quando fu realizzata la grande statua di Dante Alighieri, ad opera degli scultori Tito Angelini e Tommaso Solari Junior.

Sulla piazza affacciano anche 4 chiese monumentali:

  1. Chiesa dell’Immacolata degli Operatori Sanitari;
  2. Chiesa di Santa Maria di Caravaggio;
  3. Chiesa di San Domenico Soriano;
  4. Chiesa di San Michele a Port’Alba.

Come ti abbiamo detto, Port’Alba è un’antica porta della città di Napoli e prende il nome da don Antonio Álvarez de Toledo, duca d’Alba, viceré spagnolo, che la fece erigere nel 1625.

La porta fu realizzata per agevolare il passaggio della popolazione, che aveva realizzato un “pertuso” – buco non ufficiale – nell’antica murazione angioina per raggiungere con più facilità alcuni borghi.

Al di là della porta, c’è la famosa Via Port’Alba, conosciuta come la strada delle librerie e delimitata da edifici del 1700.

Conclusioni

Se non fossi ancora stanco, potresti proseguire la passeggiata, imboccando il Decumano Maggiore, ammirando il centro storico e raggiungendo la tua camera al Napoliving a piedi.

Altrimenti dopo questa bella passeggiata, puoi prendere la metropolitana di Piazza Dante in direzione Stazione Garibaldi e scendere alla fermata Università, a 100 metri da Napoliving.