Ci sono tanti ottimi motivi per decidere di visitare Napoli: l’ottimo cibo, gli scorci pittoreschi, la grande storia e le tante, spettacolari chiese che custodiscono tesori artistici e spirituali che meritano di essere scoperti. 

Tra le chiese di Napoli da visitare, la Basilica della Santissima Annunziata è famosa per i capolavori artistici e le curiosità storiche che custodisce al suo interno.

La sua fama è legata infatti alla famosissima ruota degli esposti, un pezzo di storia della città, che ne racconta uno dei volti più belli e misericordiosi: quello della cura dei più sfortunati

Questo piccolo, quasi rudimentale, strumento in legno per secoli ha salvato la vita di moltissimi neonati abbandonati; nei prossimi paragrafi troverai maggiori informazioni anche sulla sua storia e le sue funzioni.

La chiesa si trova nel cuore del quartiere di Forcella, non molto distante dalle nostre camere.

Ti basterà percorrere Corso Umberto I verso la stazione, imboccare via Antonio Ranieri e troverai la via che dà il nome alla basilica sulla sinistra. 

Ecco di seguito qualche informazione in più per la tua visita.

Chiesa della Santissima Annunziata Maggiore: cosa sapere

Basilica della Santissima Annunziata Maggiore di Napoli - Facciata

La Basilica della Santissima Annunziata Maggiore di Napoli sorge sui resti di un precedente edificio gotico, eretto per volontà di Sancha d’Aragona, moglie di Roberto d’Angiò, e quasi interamente distrutto da un incendio nel 1757

La sua ristrutturazione fu affidata a Luigi Vanvitelli, che ne tirò fuori quella che è considerata oggi una delle sue più belle creazioni. 

Se hai apprezzato la Reggia di Caserta, non dovrai lasciati sfuggire quest’altra piccola ma preziosa testimonianza dell’ingegno di Vanvitelli. 

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Questa chiesa racchiude al suo interno secoli di storia di Napoli. 

La Real Casa dell’Annunziata, istituzione che in origine operava nel complesso, fu una delle prime a Napoli a occuparsi di infanzia abbandonata fin dalla sua fondazione.

Il complesso racchiudeva al suo interno la chiesa, l’ospedale, l’ospizio dei trovatelli e il conservatorio delle esposte.

Queste ultime erano ragazze povere o orfane, che venivano accolte nel convento e fornite di una piccola dote per consentir loro di potersi maritare in futuro. 

L’attività di sostegno all’infanzia abbandonata ha proceduto ininterrotta per tutto il XVII e il XVIII secolo

Fanno la loro comparsa intorno al 1601 i primi documenti che attestano il ricorso alla ruota

L’attività di accoglienza dei minori abbandonati proseguì ben oltre l’incendio che danneggiò gravemente la chiesa nel 1757, spingendosi fino alla fine del XIX secolo.

Oggi della precedente chiesa gotica e dei rimaneggiamenti cinquecenteschi resta ben poco. 

Tra gli elementi superstiti dell’incendio, spiccano la cappella Carafa, che conserva intonsi i suoi marmi del XVI secolo e l’imponente campanile cinquecentesco, che affianca la caratteristica facciata concava della chiesa. 

Gli interni

Gli interni sono frutto della ristrutturazione settecentesca avviata da Luigi Vanvitelli e conclusa dal figlio Carlo, e si caratterizzano per la commistione di elementi tardo barocchi e del classicismo francese.

La navata è contornata da 44 colonne corinzie e 6 cappelle laterali

Sono tanti i validi motivi per cui ti invitiamo a soffermarti e ammirarle, eccone alcuni: 

  • La già citata Cappella Carafa, che conserva intatti i marmi e monumenti sepolcrali del XVI secolo;
  • La Cappella del Tesoro di Giovan Battista Cavagna, destinata a ospitare reliquie dei santi;
  • La Sacrestia con la volta affrescata dalla Storia del Vecchio Testamento di Belisario Corenzio.
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A Carlo Vanvitelli si deve anche la maestosa cupola il cui picco raggiunge un’altezza di quasi settanta metri

Potrai infine ammirare l’altare maggiore in marmo e lapislazzuli, incorniciato da due coppie di putti reggi-mensola scolpiti da Giuseppe Picano.

Il Succorpo vanvitelliano

All’interno del Succorpo, Luigi Vanvitelli volle ridare nuova vita ai rilievi della precedente chiesa, distrutta dall’incendio.

Lo scopo del Succorpo era quello di ospitare temporaneamente le funzioni religiose, mentre la ricostruzione della chiesa superiore era ancora in corso.

L’ambiente si presenta come una vera e propria chiesa sotterranea indipendente, contornata da 6 nicchie-altare e 16 colonne tuscaniche, che reggono volte ribassate suddivise in fasce grigie.

Tra le sculture di rilievo ricordiamo la Madonna con Bambino di Domenico Gagini, il Battesimo di Gesù di Andrea Ferrucci.

Ma il vero fiore all’occhiello di questo luogo è la Gloria di putti e cherubini, gruppo scultoreo realizzato dal Sanmartino, autore del famosissimo Cristo Velato!

Sfortunatamente, il Succorpo non è attualmente visitabile e non abbiamo notizie certe circa la sua riapertura al pubblico. 

Provvederemo ad aggiornare quest’articolo quando avremo maggiori informazioni. 

La ruota degli esposti

Attraverso un ingresso esterno al cortile del convento potrai accedere all’ambiente che ospita la famosissima ruota degli esposti

Questa piccola finestrella roteante in legno era il luogo in cui venivano abbandonati i figli indesiderati, spesso nati in famiglie troppo povere, talvolta figli illegittimi di qualche giovane nobile.

Erano detti “figli della Madonna“, poiché i genitori li affidavano alla misericordia di Maria

Venivano riposti nel quadrante esterno del torno cilindrico, o come si diceva allora, venivano “esposti”. 

Ed è proprio da questo termine che trae origine il cognome Esposito, tra i più diffusi a Napoli. 

Il meccanismo roteante consentiva poi di far accedere il neonato al convento, dove avrebbe potuto ricevere le prime cure da parte delle suore

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La ruota assolveva così la duplice funzione di assicurare che venisse fornita la prima assistenza al neonato e tutelare la privacy di chi l’aveva abbandonato. 

Spesso nella ruota col neonato venivano inserite coperte, fazzoletti, santini, monili o qualsiasi oggetto ne avrebbe consentito un eventuale riconoscimento futuro

Napoli è sempre stata una città inclusiva e generosa, attenta alla cura dei più deboli, e non stupisce il fatto che un simile congegno sia stato ideato proprio qui, in un’epoca in cui l’abbandono dei neonati era purtroppo quasi obbligatorio per molte famiglie povere.

L’esistenza della ruota degli esposti è la prova che Napoli ha sempre avuto uno spirito materno nei confronti di tutti i suoi figli, soprattutto quelli più bisognosi. 

Uno spirito ancora vivo nella sua popolazione e che si può riassumere nel titolo di una famosa canzone di Enzo Avitabile: “Tutt’ egual song’ ‘e criature, ovvero “Tutti uguali sono i bambini”. 

Basilica della Santissima Annunziata: orari e prezzi

La chiesa è aperta tutti i giorni nei seguenti orari:

  • dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 19.00
  • la domenica dalle 8.30 alle 13.00

L’ingresso è gratuito. Consigliamo di rivolgersi a questo sito per organizzare una visita guidata ai tesori che la chiesa ospita. 

Noi di Napoliving ti aspettiamo per darti tutti i suggerimenti di cui avrai bisogno per il tuo viaggio a Napoli!