Procida, piccola gemma del Golfo di Napoli, con il suo profilo di casette colorate adagiate sul mare cristallino, vanta un fascino senza tempo.

Fascino che conquistò anche Elsa Morante, la quale l’ha scelse come scenario per il suo celebre romanzo “L’isola di Arturo”, vincitore del Premio Strega nel 1957.

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Un itinerario letterario alla scoperta di Procida

Seguendo le tracce del protagonista, Arturo Gerace, un ragazzino orfano di madre che vive sull’isola con il padre, in attesa dei suoi sporadici ritorni, viaggeremo tra realtà e immaginazione, immergendoci nei luoghi che hanno ispirato la penna di Elsa Morante.

Se hai letto e amato il libro, adorerai vedere i posti dove la storia è stata immaginata!

1. L’Albergo Eldorado: dove nacque l’ispirazione

Il nostro itinerario ha inizio proprio dove il romanzo ha preso vita: l’Albergo Eldorado, situato in Via Vittorio Emanuele 225 a Procida.

Costruito nel 1800, divenne un punto di riferimento per intellettuali e artisti negli anni ’50, tra cui Alberto Moravia, marito di Elsa Morante, che soggiornò qui nell’estate del 1955.

Dai giardini dell’hotel, la scrittrice trasse ispirazione per alcune delle sue pagine più belle, lasciandosi inebriare dal panorama mozzafiato e dai profumi mediterranei. 

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Purtroppo, l’Albergo Eldorado ha chiuso i battenti nel 1998 e al momento l’accesso ai giardini è interdetto. Tuttavia, è possibile ammirarli da lontano, sbirciando da un cancello chiuso, immaginando la vista che ha stimolato la creatività della scrittrice.

2. Il Porto e la Chiesa di Santa Maria della Pietà

Il romanzo si apre con una magistrale descrizione di Procida, dipingendo un quadro vivido dell’isola e del suo mare. 

“L’isola”, uno dei capitoli iniziali, ci regala scorci indimenticabili del porto e della Chiesa di Santa Maria della Pietà e San Giovanni Battista, uno dei simboli di Procida.

Sebbene la fantasia di Elsa Morante abbia rimodellato alcuni aspetti del porto, è possibile riconoscerne alcuni elementi:

  • La statua del Cristo Pescatore, che potrebbe essere un riferimento al Cristo Crocifisso nei pressi del porto;
  • La Chiesa del Porto, la più antica dell’isola, che ben si adatta alla descrizione della Chiesa di Santa Maria della Pietà.

3. L’isola di Arturo e la Casa dei Guaglioni: tra realtà e immaginazione

“Dal tetto della casa si può vedere la figura distesa dell’isola, che somiglia a un delfino; i suoi piccoli golfi, il Penitenziario e, non molto lontano, sul mare, la forma azzurra-purpurea dell’isola di Ischia”.

La Casa dei Guaglioni, abitazione di Arturo ereditata dal padre, è ipoteticamente identificabile con l’Hotel La Vigna, situato nel centro storico di Procida, a 15 minuti a piedi dal porto di Marina Grande e a pochi passi da Marina Corricella

Immerso in un vigneto, l’hotel offre un’atmosfera tranquilla e la possibilità di partecipare alla vendemmia nel mese di settembre.

4. Terra Murata e Palazzo d’Avalos

Sulla sommità della collina di Terra Murata, il punto più alto dell’isola, si erge il borgo medievale, uno degli insediamenti più antichi di Procida

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Qui, domina il panorama il Palazzo d’Avalos, costruito nel 1543 come residenza dei governatori.

Nel romanzo, il palazzo assume il nome di “Castello”: nelle notti oscure, la sua mole imponente fa di Procida una fortezza inespugnabile agli occhi di Arturo. 

Palazzo d’Avalos, adibito a carcere dal 1830 al 1988, diventa nel libro il “Penitenziario” dove viene rinchiuso Tonino Stella, amico del padre di Arturo, un evento che segnerà una svolta decisiva nella vita del giovane protagonista.

5. L’isola di Vivara: un paradiso naturale

“Quando, attraversato il piccolo stretto, sbarcavamo nell’isoletta deserta di Vivara, che è a pochi metri da Procida, i conigli selvatici fuggivano al nostro arrivo”

Oggi collegata a Procida da un ponte, l’isola di Vivara era raggiungibile solo in barca all’epoca di Arturo. 

Il ragazzo, insieme alla sua fedele cagnolina Immacolatella, raggiungeva Vivara a bordo della sua barca, “La Torpediniera delle Antille”, per vivere avventure immaginarie in mare.

Vivara, oasi naturalistica protetta dal 1974, è stata dichiarata Riserva Naturale dello Stato nel 2002. L’isola offre un paesaggio incontaminato, ricco di flora e fauna mediterranea, ideale per escursioni e immersioni.

6. Il Belvedere Elsa Morante: un panorama mozzafiato

Nel 2017, il Comune di Procida ha dedicato il Belvedere di Via Pizzaco ad Elsa Morante, in segno di riconoscenza per aver reso celebre l’isola nel mondo intero attraverso il suo romanzo.

Dal Belvedere Elsa Morante si gode una vista spettacolare su Marina di Corricella, il caratteristico borgo di pescatori amato anche da Massimo Troisi, che vi ha girato alcune scene del film “Il Postino”.

7. Altri luoghi da visitare

Oltre ai luoghi principali del romanzo, Procida offre numerosi altri spunti di interesse per gli amanti della cultura e della natura. Tra questi:

  • Marina Grande: il porto principale dell’isola, dove si può passeggiare tra bancarelle di prodotti tipici e ristoranti che servono piatti della tradizione marinara.
  • Marina Corricella: un borgo pittoresco con case colorate affacciate sul mare, raggiungibile a piedi o in barca.
  • Abbazia di San Michele Arcangelo: un’abbazia benedettina del X secolo situata su un promontorio con vista panoramica.
  • Museo Civico di Procida: ospita una collezione di reperti archeologici e opere d’arte che raccontano la storia dell’isola.
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Consigli utili

  • Il periodo migliore per visitare Procida è da maggio a ottobre, quando il clima è mite e le giornate sono lunghe.
  • L’isola è piccola e facilmente esplorabile a piedi o in bicicletta.
  • È consigliabile munirsi di scarpe comode e di un cappello per il sole.
  • Non dimenticare la macchina fotografica per immortalare i paesaggi mozzafiato di Procida.

Procida, con la sua bellezza incontaminata, la sua storia affascinante e la sua atmosfera letteraria, è un luogo ideale per una vacanza indimenticabile. 

Prenota una delle nostre camere di Napoliving e poi dedica una giornata del tuo soggiorno a Napoli per visitare Procida, seguendo le tracce di Arturo Gera.