Napoli è conosciuta nel mondo come la città della pizza, del sole, del mare e del mandolino. Se nomini Pulcinella, tutti capiscono che fai riferimento alla maschera napoletana.

Eppure non molti sanno che Napoli è la città dei 7 castelli, unica al mondo ad averne così tanti nel perimetro cittadino.

Queste fortezze sono state costruite in epoche diverse, ma il loro scopo era lo stesso, quello di difendere la città dagli attacchi.

Ognuno di questi castelli ha delle proprie caratteristiche peculiari e rappresentano un viaggio nel mondo militare, artistico e culturale di Napoli.

In questo articolo ti porteremo alla scoperta di questi giganti tra bastioni, cannoni, carceri sotterranee, sale storiche, opere d’arte e musei.

1. Maschio Angioino o Castel Nuovo

Il Maschio Angioino è uno dei simboli di Napoli più conosciuti al mondo, tra cartoline e leggende, la sua fama è senza tempo.

Lo troverai a Piazza Municipio, con la sua struttura trapezoidale e 5 torri imponenti: 4 sono in piperno e una in tufo.

Costruito tra il 1279 e il 1282, quando la capitale del Regno fu spostata da Palermo a Napoli, per volere di Carlo I d’Angiò, è conosciuto anche come Castel Nuovo, nome dovuto alla fase di ammodernamento desiderata da Alfonso d’Aragona nel 1400.

La modernizzazione della fortezza fu necessaria poiché all’epoca non servivano più torri merlate per difendersi dagli attacchi, bensì torrioni capaci di resistere alle armi da fuoco.

Attualmente il castello ospita anche il Museo Civico.

Le leggende sul Maschio Angioino sono tante, tuttavia esistono due versioni della stessa storia molto affascinanti. Si narra che nei sotterranei del castello vivesse un coccodrillo capace di afferrare i prigionieri e trascinarli fino al mare

Una storia raccontata anche per dare una motivazione alle scomparse improvvise dei detenuti. Sempre secondo questa leggenda, era stato portato lì da Giovanna II per eliminare i suoi amanti.

Quando visiterai il Maschio Angioino non dimenticare la Sala del Trono, chiamata in seguito Sala dei Baroni, dopo la congiura dei nobili ai danni di Federico I d’Aragona.

Quando il re scoprì l’accordo segreto dei baroni per spodestarlo, li riunì in questa stanza, facendoli arrestare o condannare a morte.

Leggi Anche  Come arrivare dall’aeroporto di Napoli al centro città

Per visitare il Maschio Angioino, durante la settimana, è possibile fare un itinerario museale con biglietto da 6€ e comprende:

  • Primo piano Museo Civico – Collezione Jerace (Sala Carlo V) e Pinacoteca;
  • Secondo piano Museo Civico – Pinacoteca;
  • Terzo piano Museo Civico – Sala Novecento, sculture e dipinti provenienti da donazioni e collezioni del Comune di Napoli.

In accordo con la disponibilità del personale saranno visitabili anche:

  • Sala dei Baroni;
  • Percorso Archeologico ex sala dell’Armeria;
  • Cortile Monumentale;
  • Sala della Loggia con affaccio sugli arsenali.

Una visita da non perdere per immergerti nella storia partenopea!

2. Castel dell’Ovo

Castel dell’Ovo è il più antico della città e risale all’epoca normanna. Voluto da Guglielmo I di Sicilia, detto il Malo, e situato sull’isolotto di Megaride, collegato alla terraferma attraverso un istmo, fu costruito su una fortificazione preesistente.

Il suo nome deriva da una leggenda: il poeta Virgilio avrebbe chiuso un uovo in una gabbietta nei sotterranei e finché fosse rimasto intatto, avrebbe protetto la città e il castello.

Castel dell’Ovo ha vissuto tra le sue mura numerose dominazioni e attualmente è sede di mostre, concerti ed eventi.

Dalle sue terrazze, potrai godere di panorami spettacolari a picco sul mare.

Gli orari di apertura al pubblico sono:

  • dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle ore 18.30;
  • la domenica e i giorni festivi dalle 9.00 alle 13.00.

In questo periodo, l’accesso è consentito solo tramite prenotazione.

3. Castel Sant’Elmo

Di Castel Sant’Elmo ti abbiamo già approfonditamente parlato in un altro nostro articolo, che trovi qui. Ti ricordiamo solo le cose più importanti:

  • Fu costruito tra il 1336 e il 1343 per volere di Roberto d’Angiò;
  • Il suo nome deriva dalla chiesetta che sorgeva sul colle, dedicata a Sant’Erasmo;
  • Ha subìto tantissimi assedi e danneggiamenti negli anni, tra i quali un fulmine che colpì la polveriera nel 1587, distruggendo metà castello e l’occupazione da parte di rivoluzionari prima e repubblicani poi;
  • Con la caduta della Repubblica Partenopea,il castello divenne un carcere e restò tale fino agli anni ‘70.

Castel Sant’Elmo fu aperto al pubblico nel 1988 come Museo Novecento, ricco di opere d’arte e attualmente, ospita anche mostre ed eventi culturali.

Leggi Anche  Castel Sant'Elmo e Museo di San Martino: due simboli di Napoli

Una piccola curiosità su questa fortezza: è il più esteso dei 7 castelli di Napoli.

Puoi visitarlo tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 19.30, con ultimo ingresso alle 18.30. Il biglietto si acquista online.

4. Castello del Carmine

Il Castello del Carmine fu costruito nel quartiere del Mercato nel 1382 per volere di Carlo III di Durazzo, della dinastia d’Angiò, e prese il nome dal Convento vicino, già presente dal 1283.

Conosciuto in città anche come Castello Sperone, dovuto alla sua particolare forma e al nome del torrione attorno al quale era stato edificato.

Le sue funzioni erano esclusivamente militari, quindi non c’erano sale regali, era un baluardo difensivo collocato all’angolo meridionale della cinta muraria cittadina, dove proliferavano gli acquitrini della Palus Neapolitana.

Era un luogo paludoso e malsano, allo stesso tempo pericoloso, perché essendo una zona poco abitata, era sede di numerosi attacchi dei nemici, da mare e da terra.

Il Castello ha vissuto tantissime vicissitudini storiche ed è stato anche protagonista durante la rivolta di Masaniello, come roccaforte dei rivoltosi.

Nel 1906 fu parzialmente distrutto per ragioni di viabilità.

Attualmente sono visibili solo la Torre Spinella – detta anche il Trono – la Torre Brava e una parte di mura aragonesi.

5. Castello di Nisida

Il Castello di Nisida è un edificio fortificato, costruito sull’omonima isola/non isola – collegata alla terraferma da un ponte –  dell’arcipelago flegreo.

Edificato in epoca angioina, fu aggiunta in seguito la Torre di Guardia voluta dalla regina Giovanna.

Nel XVI secolo, Don Pedro de Toledo lo integrò nel sistema difensivo che iniziava a Baia e terminava allo Sperone (il Castello del Carmine).

Nel 1626, a causa dell’epidemia di peste, fu adibito a lazzaretto, mentre oggi ospita il carcere minorile di Nisida.

6. Forte di Vigliena

La Fortezza di Vigliena si trova a San Giovanni a Teduccio, quartiere dell’area orientale di Napoli. Fu voluto, probabilmente nel 1702, dal  viceré Juan Manuel Fernández Pacheco, marchese di Villena, da cui prese il nome.

Era alto solo 6 metri e questo lo rendeva invisibile dal mare al tiro dei nemici. 

Durante il Regno delle Due Sicilie, fu utilizzato come sede per l’istruzione alla pratica di artiglieria dei cadetti.

Leggi Anche  Come visitare il Monastero di Santa Chiara e il suo Chiostro Maiolicato

Il Forte di Vigliena è storicamente importante perché fu teatro dello scontro tra i sostenitori della Repubblica Partenopea e le forze sanfediste del cardinale Ruffo, nel 1799.

Difeso da uomini della Legione Calabra, comandati dal sacerdote di Corigliano Calabro, Antonio Toscano, il Forte veniva attaccato da tre battaglioni sanfedisti calabresi, al comando del tenente colonnello Francesco Rapini e, in seguito, anche dal fuoco dell’artiglieria russa.

Per non arrendersi, il comandante Toscano diede fuoco alle polveri facendo saltare in aria i suoi uomini, i nemici e semi distruggendo anche il Forte.

Nel 1891, grazie all’iniziativa di alcuni parlamentari tra i quali Imbriani e Villari, il Forte fu proclamato monumento nazionale e sottoposto a restauro.

Purtroppo, attualmente, la zona versa in stato di abbandono e del castello resta ben poco, anche se si è parlato più volte della possibilità di realizzare un parco archeologico.

7. Castel Capuano

Castel Capuano è il secondo più antico di Napoli e deve il suo nome alla vicina Porta Capuana. Fu voluto da Guglielmo I di Sicilia come residenza reale, sostituito solo dopo la costruzione del Maschio Angioino.

Continuò comunque ad ospitare regnanti, nobili, funzionari e personaggi importanti, tra i quali Francesco Petrarca.

Nel XVI secolo, Don Pedro da Toledo lo trasformò nella sede del Palazzo di Giustizia e in carcere.

Attualmente puoi ammirare gli affreschi del Salone della Corte d’Appello, la Sala dei Busti e la Fontana del Formiello, nel retro.

Gli orari di apertura sono: tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.30, tranne il sabato e la domenica che è chiuso.

Per conoscere gli orari di questo periodo, devi contattare direttamente la struttura.

Speriamo che le nostre informazioni sui 7 Castelli di Napoli ti siano utili per immergerti in un viaggio nella storia e noi ti aspettiamo per accoglierti nelle nostre camere di Napoliving.