Visitare il Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore di Napoli (oggi Museo Doma) significa andare alla scoperta di una storia lunga 800 anni.

Parliamo di uno dei luoghi simbolo del centro storico, dove potrai ammirare tracce storiche e artistiche di tantissimi artisti e personaggi illustri, come San Tommaso d’Aquino, Giordano Bruno, Tommaso Campanella, Tiziano, Michelangelo da Caravaggio, Raffaello, Giuseppe de Ribera, Francesco Solimena, Luca Giordano, Luigi Vanvitelli, Cosimo Fanzago e Mattia Preti.

Nomi che ti avranno già fatto capire che San Domenico Maggiore è una delle tappe da non perdere a Napoli.

Questo complesso monumentale si trova tra il Decumano inferiore e quello maggiore, lungo Spaccanapoli, affacciato sull’omonima piazza.

Scopriamo insieme cosa vedere a San Domenico Maggiore per non perdere nulla di questa visita suggestiva.

San Domenico Maggiore: cenni storici

La fondazione della Chiesa di San Domenico Maggiore risale al 1283, quando Carlo II d’Angiò finanziò i lavori di costruzione, che terminarono nel 1324, e affidò l’edificio gotico ai Frati Predicatori – i Domenicani – attualmente ancora residenti nel convento.

Fin dal Rinascimento, il Complesso Monumentale ha rappresentato un punto di riferimento per la storia di Napoli, anche grazie alla scelta dei sovrani Aragonesi di renderlo un pantheon dinastico.

All’interno, infatti, sono visibili le sepolture reali, chiamate Arche Aragonesi.

La maestosa Basilica presenta una particolarità: l’ingresso principale si trova lungo Vico San Domenico, sul lato destro dell’edificio, ma in realtà gli ingressi della chiesa di San Domenico Maggiore sono tre.

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Gli altri due sono a Piazza San Domenico Maggiore, proprio di fronte all’obelisco: uno, chiuso, sotto un balcone quattrocentesco e l’altro, che conduce al lato occidentale della Basilica tramite una scalinata.

Questa grande scala fu voluta da Alfonso I d’Aragona per la chiesetta romanica di San Michele Arcangelo a Morfisa, inglobata successivamente nel complesso.

Cosa vedere nel Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore

Ti consigliamo di scegliere l’ingresso laterale su Vico San Domenico per godere a pieno dell’effetto del maestoso ingresso della chiesa

Alza lo sguardo e vedrai uno splendido soffitto a cassettoni con lo stemma dei domenicani e, nei quattro angoli, le armi della casa d’Aragona e la corona spagnola.

Altra opera artistica di grande pregio è rappresentata dall’organo del 1640, realizzato da liutai napoletani.

Sagrestia

La Sagrestia della Basilica di San Domenico Maggiore è a pianta rettangolare, decorata in stile barocco, e presenta sulla volta l’affresco del Trionfo della fede sull’eresia ad opera dei Domenicani, realizzato da Francesco Solimena del 1709.

Sul pavimento è presente la lapide di Richard Luke Concanen, primo vescovo cattolico di New York, morto a Napoli nel 1810

Sulla parete di fondo c’è la Cappella Milano, con due affreschi raffiguranti importanti esponenti della famiglia Milano, eseguiti da Giacomo Del Po entro il 1715.

La Cappella è detta anche dell’Annunciazione, per via della pala d’altare opera di Fabrizio Santafede, che sovrasta l’altare maggiore di Bartolomeo e Pietro Ghetti.

Arche Aragonesi

Sul ballatoio delle pareti della Sagrestia sono presenti circa 40 feretri di reali e nobili legati al casato d’Aragona.

Sono per lo più corpi imbalsamati e i sarcofagi sono comunemente chiamati Arche Aragonesi o Tombe dei re Aragonesi.

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Fra i corpi c’era anche quello di re Alfonso V d’Aragona, detto il Magnanimo, morto nel 1458, ma nel 1666 le spoglie furono spostate in Spagna.

Sala degli Arredi Sacri

Sulla parete destra della Sagrestia, si apre una splendida porta lignea, attribuita a Cosimo Fanzago, che affaccia nella Sala degli Arredi (precedentemente Sala del Tesoro).

Sono esposti paramenti e oggetti sacri di raro valore storico, artistico e culturale, nonché i preziosi abiti dei sovrani.

Il percorso è articolato in quattro sezioni espositive corrispondenti ai quattro monumentali armadi lignei presenti sulle pareti, incastonati nel bellissimo pavimento in cotto maiolicato.

Una della sezioni è dedicata al Salvator Mundi, opera di un allievo di Leonardo da Vinci, databile alla prima metà del Cinquecento. 

Cella di San Tommaso d’Aquino

La Cella di San Tommaso d’Aquino si trova nel dormitorio principale del convento, detto il Corridoio di San Tommaso, ristrutturato nel 1685.

Sugli ingressi alle celle dei frati si trovano 25 dipinti murali con Storie della Vita di San Tommaso, attribuibili al pittore Domenico Viola.

Nella Cella dove San Tommaso abitò per oltre un anno nell’ultimo periodo della sua vita si conservano cimeli e reliquie.

Sala del Capitolo e i Refettori

La Sala del Capitolo fa parte dei lavori di ampliamento del convento di San Domenico Maggiore avviati dal priore Ruffo, non sempre visitabile perché ospita eventi e mostre del Comune di Napoli.

Da ammirare anche il Grande Refettorio, il Piccolo Refettorio e la Sala dell’Ex Biblioteca, frequentata durante la seconda metà del Cinquecento da Giordano Bruno e Tommaso Campanella.

San Domenico Maggiore Napoli: orari e biglietti

Il Complesso Monumentale offre due percorsi di visita guidata:

  1. Percorso museale standard: comprende la Sagrestia, le Arche Aragonesi, la Sala degli Arredi Sacri con la Collezione di abiti del XVI secolo e il Salvator Mundi della scuola di Leonardo da Vinci;
    Tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00. Biglietto intero 5 euro, ridotto 3;
  2. Percorso museale completo: culmina con la visita al Corridoio e alla Cella di San Tommaso d’Aquino e, quando possibile, alla Sala del Capitolo e ai Refettori.
    Tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00. Biglietto intero 7 euro, ridotto 5.
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Ti ricordiamo che l’ingresso e la visita della sola Basilica di San Domenico Maggiore sono aperti liberamente al pubblico, dal lunedì alla domenica. 

Ti aspettiamo per accoglierti nelle nostre camere di Napoliving e darti tutte le informazioni necessarie per organizzare al meglio la tua visita in città