Se stai leggendo il nostro blog di Napoliving, è perché cerchi qualcosa di autentico, un’esperienza che vada oltre le solite rotte turistiche e che ti permetta di respirare l’essenza più profonda del capoluogo partenopeo, questa metropoli millenaria. 

In questo articolo ti proponiamo un itinerario che racconta come il lavoro di pittrici, scultrici, scienziate, giornaliste e intellettuali napoletane rappresenti un capitolo imprescindibile della cultura di Napoli, nonostante le profonde limitazioni sociali che hanno storicamente dovuto affrontare.

Per vivere appieno questa la magia degli itinerari non turistici che ti proponiamo, il punto di partenza migliore è Napoliving. La nostra struttura si trova nel cuore pulsante del centro storico e ti accoglierà con il calore tipico dell’ospitalità partenopea: cortesia, allegria e una disponibilità che ti farà sentire subito a casa. 

Le nostre cinque camere sono un’esplosione di luce e colori, il rifugio perfetto dopo una giornata trascorsa a scoprire i segreti delle grandi protagoniste della storia cittadina. Prenota ora la tua camera in una posizione strategica per esplorare il ruolo delle donne nell’arte e cultura napoletana.

Donne, istituzioni religiose e spazio pubblico

Camminando tra i vicoli del centro antico, ti accorgerai che Napoli ha visto le donne come protagoniste fondamentali della sua storia, anche quando la narrazione ufficiale della città le ha relegate ai margini.

Un modo straordinario per scoprire questa eredità è seguire itinerari che ti porteranno alla scoperta di conventi e monasteri un tempo riservati principalmente a donne dell’aristocrazia.

Fermati un istante a San Gregorio Armeno: non guardare solo le botteghe dei presepi, ma entra nel complesso monastico benedettino. Qui, tra gli affreschi luminosi di Luca Giordano e gli stucchi dorati, potrai cogliere l’influenza esercitata dalle monache provenienti dalle famiglie nobili.

Ma c’è un dettaglio che ti colpirà: ogni martedì, si ripete il miracolo meno noto ma suggestivo della liquefazione del sangue di Santa Patrizia, compatrona della città. Oggi, grazie alle suore che lo abitano, il monastero è un luogo di accoglienza e solidarietà, un esempio perfetto di come la devozione si trasformi in azione concreta. 

Poco distante, lasciati incantare dalla maestosità di Santa Maria Donnaromita. Fondato nel Medioevo, questo monastero è un trionfo di barocco napoletano, con un altare maggiore progettato dal celebre Cosimo Fanzago che ti lascerà senza fiato per la raffinatezza dei marmi policromi. 

Un tempo luogo di rigida clausura, oggi questo spazio si è aperto alla città, ospitando mostre e progetti sociali. È un’esperienza che ti permetterà di toccare con mano la trasformazione sociale di Napoli: da spazi chiusi dell’aristocrazia a centri di apertura culturale. 

Se vuoi vivere un momento di pace assoluta, cerca il Complesso di San Giovanni a Carbonara. Giovanna II di Durazzo legò direttamente questo luogo alla memoria dinastica commissionando il monumento funebre di re Ladislao, trasformando questo gioiello appartato di Napoli in uno spazio di silenzio, arte e contemplazione, dove tra il giardino medievale e i capolavori scultorei percepirai ancora il ruolo culturale esercitato dalle donne protagoniste della storia della città.

Scienza e carità: le medichesse

Sapevi che le donne hanno avuto per secoli un ruolo centrale nella pratica della medicina a Napoli? Fin dal Rinascimento, monache, levatrici e guaritrici hanno mescolato sapienza erboristica e carità cristiana. 

Un luogo simbolo di questo impegno è il complesso della SS. Annunziata. Entrando, cerca la celebre “Ruota degli Esposti”: una struttura in legno dove le madri, costrette dalla miseria, lasciavano i propri figli in anonimato con la speranza di un futuro migliore. 

È un luogo carico di emozione, che racconta storie di disperazione ma anche di reti di sostegno costruite da donne in un contesto di forte vulnerabilità sociale. Proseguendo verso l’Ospedale degli Incurabili, incontrerai la figura monumentale di Maria Lorenza Longo

Questa nobildonna spagnola non solo fondò l’ospedale nel 1522, ma dedicò la sua vita alla costruzione di un sistema di assistenza per le fasce più vulnerabili della popolazione che ancora oggi ispira la città.

All’interno degli Incurabili, puoi visitare il Museo delle Arti Sanitarie. Ti consigliamo di non perderlo: troverai strumenti chirurgici antichi, modelli anatomici in cera di incredibile precisione e una sezione dedicata alla lunga tradizione delle levatrici e delle prime medichesse napoletane. 

È un viaggio affascinante che ti mostra come il ruolo delle donne nell’arte e cultura napoletana si sia espresso anche attraverso la scienza. 

Non dimenticare di visitare la Chiesa di Santa Maria Regina Coeli, dove le suore infermiere utilizzavano ricettari antichi per curare i pazienti con erbe officinali. Il chiostro cinquecentesco, con il suo pozzo centrale e il colonnato in piperno, è un’oasi di serenità che ti farà dimenticare il caos dei vicoli circostanti. 

Napoli si rivela qui come una città dove la fede non è mai stata solo contemplazione solitaria, ma anche azione concreta per il prossimo.

Muse e maestre tra pittura e intelletto

Se ami l’arte figurativa, sarai sorpreso di scoprire quanto le artiste abbiano contribuito in modo decisivo alla modernità del Seicento partenopeo.  

Fino al 22 marzo 2026, non puoi mancare la mostra “Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento” alle Gallerie d’Italia-Napoli.

Questa esposizione è una vera rivelazione: mette in luce artiste eccezionali come Artemisia Gentileschi, che a Napoli aprì la sua bottega lasciando opere intrise di una drammaticità e una forza uniche. 

Potrai ammirare lavori che spaziano dalla pittura scientifica di Giovanna Garzoni alla maestria tattile delle ceroplaste come Caterina De Julianis, le cui sculture in cera uniscono spiritualità e profonda conoscenza anatomica. 

È un capitolo dell’arte barocca che finalmente esce dall’anonimato degli archivi per restituirti una narrazione più completa e plurale della città.

Ma il ruolo delle donne nell’arte e cultura napoletana non si ferma alle tele. 

Figure come Eleonora Pimentel Fonseca, intellettuale di spicco e direttrice del Monitore Napoletano durante la rivoluzione del 1799, hanno pagato con la vita il loro desiderio di libertà e rinnovamento sociale. E che dire di Matilde Serao? È stata la prima donna italiana a fondare e dirigere un quotidiano, il Giorno, raccontando con sguardo innovativo e crudo la realtà dei bassi napoletani. 

Passeggiando per le vie del centro, avrai numerose occasioni di conoscere la storia di tante donne che, tra salotti letterari e tipografie, operarono in un contesto attraversato da forti pregiudizi di genere, ma le cui riflessioni, ingegno e creatività sono oggi componente strutturale dell’identità culturale della città.

L’istruzione come riscatto a Port’Alba

Esiste un luogo a Napoli dove il profumo della carta antica si mescola a quello del caffè: è Port’Alba, la zona delle librerie storiche. Qui, il ruolo delle donne nell’arte e cultura napoletana ha trovato uno dei suoi motori più potenti: l’istruzione. 

Ti suggeriamo di visitare Sant’Antoniello a Port’Alba, un tempo uno degli educandati più prestigiosi per le giovani donne. Oggi è la sede della BRAU (Biblioteca di Ricerca di Area Umanistica), e varcare la sua soglia significa entrare in un luogo dove il sapere continua a essere trasmesso. 

Ammira gli affreschi tardo barocchi in un’atmosfera raccolta che richiama ancora il silenzio e la disciplina delle educande che qui potevano accedere a percorsi di formazione altrimenti difficilmente disponibili.

Poco distante si trova la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, situata vicino all’Accademia di Belle Arti. Questo conservatorio non era solo un rifugio per la nobiltà, ma offriva anche alle ragazze meno abbienti l’opportunità di imparare a leggere, scrivere e studiare arti e musica. 

Passeggiando tra le sue navate, rifletti su come queste istituzioni siano passate da luoghi di rigido controllo a vere fucine di emancipazione. È un percorso che ti farà apprezzare ancora di più la vitalità di questa parte di Napoli, dove la conoscenza è sempre stata considerata uno strumento di libertà

Un consiglio pratico: dopo la visita, perditi tra le bancarelle di libri di Port’Alba, potresti trovare qualche testo raro di scrittrici napoletane che hanno segnato la storia della letteratura.

Tradizioni vive tra preghiera e coraggio

Per un tuffo nella memoria collettiva, recati al Monastero dei Santi Severino e Sossio, sede dell’Archivio di Stato. Qui, tra scaffalature imponenti e l’odore della storia, potrai leggere lettere e documenti di donne che hanno affrontato l’emigrazione, partendo per le Americhe con il cuore pieno di sogni e incertezze. 

È un viaggio toccante che ti farà comprendere quanto quanto il contributo delle donne sia stato centrale nel mantenere vivi i legami con la terra d’origine.

Napoli è fatta di queste storie di partenze e ritorni, di donne che hanno avuto un ruolo determinante nei processi migratori e nella resistenza civile come Maddalena Cerasuolo, che combatté durante le Quattro Giornate di Napoli per liberare la città dall’occupazione nazista. Ogni angolo, ogni chiesa, ogni archivio ti sussurrerà il nome di chi ha contribuito a rendere questa città eterna.

Ti aspettiamo da Napoliving!

Dopo questo viaggio intenso tra fede, arte, scienza e storia, avrai bisogno di un posto dove riposare e metabolizzare tutte le emozioni vissute. 

Napoliving è la risposta ideale per chi, come te, desidera vivere Napoli in modo totale. Immagina di rientrare nella tua camera e trovare tutti i comfort necessari in un ambiente perfettamente insonorizzato. 

La nostra posizione centrale ti permetterà di raggiungere facilmente ogni tappa descritta in questa guida, facendoti sentire parte integrante del tessuto urbano. Non aspettare oltre: visita il sito di Napoliving e prenota il tuo soggiorno. Ti aspettiamo per farti scoprire l’anima plurale e spesso invisibilizzata della nostra città.